Ciao a tutti!!! Sorpresa...alla fine ho deciso di aprire un blog!!! Un po' perché ho voglia di documentare questi mesi in New Mexico che si preannunciano belli densi, un po' perché un sacco di amici mi han detto "Scrivi mi raccomando, non sparire...", un po' perché so già mi mancheranno le chiacchiere che facevo con voi nelle occasioni più diverse (e chattare con 8 ore di fuso non sarà facilissimo).. insomma.. qui troverete impressioni, racconti, foto, pensieri, aneddoti dei prossimi mesi... spero vi faccia piacere fermarvi a curiosare e lasciare qualche commento ;)

Un abbraccio a tutti

Raffa

sabato 15 maggio 2010

University Singers

Come vi accennavo in qualche post precedente, nelle ultime settimane ho fatto prove col coro dell'università. Intendo il top choir, quello composto dagli studenti (prevalentemente cantanti, ma anche musicisti) della facoltà di musica... quelli che si sono cimentati con il Requiem di Verdi.

E qui è tutta un'altra musica rispetto al campus choir! Sia letteralmente (si fa musica di genere diverso, niente spiritual, niente rock band, un approccio + "classico" insomma ) che metaforicamente (i ritmi di lavoro, la concentrazione, le aspettative sono di altro livello): in sostanza è equiparabile ad un nostro coro di conservatorio.

Iniziamo dalla musica: dopo aver lavorato per un intero semestre sul requiem di Verdi (cosa che ha impeganto il coro parecchio), nell'ultimo mese si sono concentrati ad imparare un brano a cappella per coro misto di Samuel Barber, compositore americano del '900. Il brano in questione, "The Coolin", serviva al coro per un'incisione da inviare a un'audizione. Bene: 5-6 prove da un'ora e un quarto per impararlo e tirarlo di fino, poi tecnico del suono in teatro per l'incisione ed il gioco è fatto. Non sto qui + di tanto a dilungarmi sul brano... nei prossimi giorni mi passano l'mp3 dell'incisione e ve lo posto.

Concentriamoci invece su come impostano le prove loro, perchè... è da brivido.

Innanzitutto la prova si tiene nella choir room, ampia sala con all'interno 6 pianoforti (di cui due a coda), pedane per il coro a semicerchio (3 gradini) podio e leggio per il direttore, lavagne varie.

La prova è gestita dalla direttrice del coro una signora sui 45, molto competente, idee musicali molto chiare, gesto preciso e consapevole, molto cordiale ma allo stesso tempo esigente e severa. Alla prova non c'è lei da sola: tipicamente c'è un assistente (addetto a scaldare inizialmente la voce al coro e altri compiti di supporto) e ben 4 pianisti. Cosa ci fanno 4 pianisti ad una prova di coro? Semplice: un pianista per ogni sezione (soprano, contralto, tenore, basso) e inizialmente ogni sezione si mette attorno al proprio pianoforte e studia la parte sentendola suonare al pianoforte (mentre le altre sezioni in sala fanno altrettanto). In questo modo si impara in fretta e anche quando poi si mette assieme a coro unito, si può fare affidamento sulle note che vengono fuori dal pianoforte. Ovviamente questo approccio funziona solo in virtù del fatto che i coristi sanno leggere la musica a prima vista e hanno solo bisogno solo di sentire qualche intervallo per intonare la melodia.

Una cosa che mi ha colpito è la grande concentrazione durante la prova. Coristi sempre in piedi, distanziati un metro l'uno dall'altro, cartellina e matita in mano, sguardo costante sul direttore. Niente chiacchiericci, pena lo sguardo fulminante della direttrice. Una volte che un paio di ragazze si sono scambiate due parole le ha stroncate subito: "No talking during my rehearsal!" (ovvero, "Vietato parlare durante le mie prove!"); e un'altra volta che c'era un po' di brusio: "Stop talking: you are losing my time and our money!" (ovvero, "Finitela di parlare: state perdendo il mio tempo e i nostri soldi!"). Direi che il concetto è chiaro ;)

In definitiva in 5-6 prove il brano era su, non alla perfezione (brano difficile, aveva bisogno ancora di rodaggio), ma era buono. E l'ultima prova (e l'incisione) l'abbiamo fatta in fila unica a semicerchio, alternati: un soprano, un contralto, un tenore, un basso, un soprano...era da tanto che non lo facevo, bello, davvero, lì si vede l'indipendenza di ciascuno e si riesce ad apprezzare la fusione del suono!!!

Se devo essere sincero però, avrei optato per fare almeno 1-2 prove a sezioni separate: lavorare sempre tutti assieme con 4 pianoforti accorcia i tempi, ma non ti rende perfettamente sicuro della tua parte. Ad ogni modo, l'approccio ha complessivamente funzionato. Ho apprezzato molto la musicalità e la professionalità della direttrice, brava! Anche se niente hanno da invidiare i bravi direttori di coro che abbiamo nei nostri conservatori.

In definitiva sono stato soddisfatto: ho visto l'altra faccia della coralità americana (quella classica, professionale) che è altrettanto emozionante (il brano vi assicuro è da pelle d'oca). Per cui state sintonizzati: prossimamente cercherò di mettere qualche contributo audio!

1 commento:

  1. grande raf!
    io ho cantato con loro per 2 semestri (2001 e 2004)! un'esperienza davvero bella!!

    Alessandro

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