Ciao a tutti!!! Sorpresa...alla fine ho deciso di aprire un blog!!! Un po' perché ho voglia di documentare questi mesi in New Mexico che si preannunciano belli densi, un po' perché un sacco di amici mi han detto "Scrivi mi raccomando, non sparire...", un po' perché so già mi mancheranno le chiacchiere che facevo con voi nelle occasioni più diverse (e chattare con 8 ore di fuso non sarà facilissimo).. insomma.. qui troverete impressioni, racconti, foto, pensieri, aneddoti dei prossimi mesi... spero vi faccia piacere fermarvi a curiosare e lasciare qualche commento ;)

Un abbraccio a tutti

Raffa

lunedì 21 giugno 2010

CVD

Ricordo le prime volte che mi sono trovato a studiare e dimostrare teoremi: era il primo o secondo anno di Liceo, con i teoremi di geometria piana. Mi ricordo che, per quanto difficili, mi divertivo, come se fosse un mix tra giochi della settimana enigmistica e un caso da risolvere alla Sherlock Holmes: hai tutti gli elementi che ti servono, devi solo guardarli con la giusta prospettiva, metterli assieme, dedurre nuove informazioni e arrivare alla conclusione che ti interessa.

A distanza di quasi una quindicina d'anni le cose si sono complicate: non c'è più il teorema già dimostrato nel libro che devi solo capire e ricordare, ora mi son travato a dover dimostrare cose che servono a me per il mio software (per dimostrare che il risultato è corretto)... e che non si trovano sui libri: quindi ti armi di santa pazienza, parti da ipotesi e da teoremi noti, tenti una strada, provi, sbagli, riprovi, risbagli, tiri gìù un porco, ririprovi... Il mio mentore informatico descrive così il processo:

"Per fare dimostrazioni funziona così: ci provi, ci riprovi, stacchi un attimo, ci riprovi ancora, stacchi un attimo ma continui a pensarci, ci riprovi, vai a correre e/o suoni ma continui a pensarci, ci riprovi, vai a dormire pensandoci e alle 4 ti svegli con l'idea ma alle 5.30 quando hai finito di scriverla ti accorgi che e' sbagliata. Ti alzi alle 7 e riparti. Dopo due mesi ti viene. Devi pensare solo a quello."

Dopo un mese di tentativi snervanti, alla fine ho dimostrato quello che mi serve, e ora posso abbandonare carta e penna (o pennarello e lavagna) e tornare a lavorare sul software (che è di gran lunga + divertente!!!). Resta la soddisfazione di una lavagna piena di formule che sembrano geroglifici, e di poter scrivere CVD nell'angolino in basso a destra :)



PS ora che sono più rilassato col lavoro, riuscirò a scrivervi qualche post in più per raccontarvi gite in montagna etc. etc. etc.

sabato 29 maggio 2010

True American Camping

Bene, questo weekend inizia la mia personale esplorazione del territorio americano! Sabato, domenica e lunedì, hiking and camping (escursione e campeggio) con gli amici presbiteriani (una specie di gita parrocchiale).

Il pacchetto prevede:
-Partenza sabato mattina ore 8.00
-Circa 1 ora e 1/2 di viaggio in macchina in direzione nord
-3 ore di camminata in montagna alla ricerca di posti incontaminati
-Insediamento: tende, fuoco, etc etc...
-RELAX e tipico campeggio americano! Sono proprio curioso di vedere se ci sono tutti i vari cliché che si vedono nei film.. tipo.. chissà se hanno davvero quelle cose bianche da mettere sul bastoncino e cucinare intorno al fuoco...?!? vedremo
-Lunedì mattina si ritorna a casa.

Oggi pomeriggio io, Randy e Tim siamo andati a fare un po' di spesa: cibo (abbiamo da mangiare per una settimana, altro che 2 giorni!), attrezzatura varia (torce, ponci, materassini)... io ho preso uno zaino da montagna ultrafigo per soli 50$!!! Stasera ho preparato lo zaino, domani mattina devo solo fare dei panini e sono ok.

Montagne selvagge del New Mexico, "Hold on, I'm coming!"

(Per i meno anglofili "Aspettatemi, sto arrivando!")

Un buon weekend a tutti, con questo pezzo storico del duo R&B Sam e Dave!

martedì 25 maggio 2010

Un saluto al volo

Ciao a tutti! Un saluto rapido...è tanto che non mi faccio sentire, è vero, scusatemi.

Il lavoro comincia a essere intenso: l'ultima settimana l'ho passata a programmare, a sviluppare un prototipo abbastanza vicino al software finale.. è stata un settimana prevalentemente di battaglie snervanti contro il computer, a cercare scovare errori e a cercare di fargli fare quello che voglio io (e non quello che vuole lui). Da ieri la musica è cambiata: il software funziona (finalmente!) e ho avuto un meeting col prof: abbiamo deciso che prima di proseguire con la programmazione è meglio dimostrare alcuni risultati teorici.

Questo vuol dire che per qualche giorno non avrò + a che fare con battaglie software ma con la buona e vecchia carta e penna!!! Ovvero devo studiare alcuni articoli, cercare di dedurre alcune proprietà dei programmi che stiamo sviluppando, dimostrare alcuni teoremi sulla carta (prima che sui PC) in modo da essere sicuri che le nostre idee sono sensate e corrette. Una volta che ci sono le opportune dimostrazioni si passa ad una nuova fase pratica al PC.

Devo dire che la cosa mi fa piacere: fare solo programmazione concreta è stressante, fare solo dimostrazioni teoriche è palloso, alternare le due cose... funziona!

Prossimamente su questo blog avvierò un mini-corso divulgativo (quindi per tutti, anche.. che so.. studenti di filosofia!) sull'ASP, che è lo stilo di programmazione che sto usando.

A presto

PS Come potete intuire da questo post (o dai commenti del post precedente), se nell'ultima settimana mi sono concentrato sul lavoro... beh, vuol dire che non mi sono dedicato alla preparazione di dolci :) Recupererò! In compenso l'altro giorno sono riuscito a farmi un ragù per la pasta, dal gusto moooolto itialiano :p Se mi stufo col software posso sempre aprire un piccolo ristorante! :) Saluti

domenica 16 maggio 2010

MexItAmerican tiramisu

Ciao!Vi avviso che questo post è un misto di psicologia, cucina, gossip, tradizioni venete, analisi sociologiche... beh... chi mi conosce sa che non mi piacere dividere le cose in compartimenti stagni... è sempre tutto collegato, che ci piaccia o no.

Tutti i ragionamenti di oggi ruotano attorno al miglior dolce che il genere umano sia riuscito ad inventare: il tiramisù. Il tiramisù è una soave sinfonia di sapori, in cui buon caffè italiano, raffinati biscotti savoiardi, soffice crema al mascarpone, e una nevicata di cacao si mescolano assieme per il tripudio dei nostri sensi (vista, olfatto, gusto, tatto... ah, se solo il tiramisù potesse parlare.. beh..probabilmente direbbe "Mangiami, mangiami!").



Inutile dire che questa delizia del palato è stata inventata dal popolo veneto, ai tempi della serenissima repubblica: sembra fosse usato per dare una botta di vita ai clienti affaticati nei locali notturni... come dire.. qui nei Casinò di Las Vegas pompano ossigeno puro per tirar sù le persone, a Venezia passavano con vassoi di tiramisù!!!(sempre detto io che gli italiani sanno godersi la vita meglio di tutti!)

Ovviamente ne esistono numerose varianti: si può cambiare il modo di fare la crema, il tipo di biscotti, si può usare il cioccolato a scaglie per lo strato finale, si possono aggiungere vari aromi al caffè... insomma, come ogni buona ricetta, le varianti si sprecano.

La mia personale visione del tiramisù prevede: caffè espresso (no decaffeinato, no liquori aggiuntivi); savoiardi Vicenzi (NO pavesini... pavesini:tiramisu=ketchup:pizza); crema fatta con uova direttamente da pollaio, tuorli mescolati con lo zucchero, poi mascarpone, poi albumi montati a neve; due strati di biscotti-crema-biscotti-crema in zuppiera rettangolare (+ pratica) e in cima spolverata di cacao. Ovviamente le quantità devono essere.. uhm.. come posso dire.. IMBARAZZANTI! Soprattutto per quanto riguarda gli strati di crema, almeno 1,5-2cm!

Io però ho una teoria sul tiramisù che va al di là della questione strettamente culinaria. Il tiramisù è una tappa obbligata nella fase di approccio uomo-donna. E' matematico: quando stai chiaccherando con una ragazza, state bene entrambi, c'è un po' di flirt nell'aria... beh, si va a finire sull'argomento "dolci fatti in casa" e da lì inevitabilmente al "tiramisù". E scattano le frasi tipo, "Ma tu come lo prepari?", "Che biscotti usi?", "Dovremmo andare ad assaggiarlo al tal posto che è ottimo!", oppure "Dovremmo prapararne uno assieme un pomeriggio!". Esperienza personale, a me è capitato PUNTUALMENTE. Non so darmene una spiegazione precisa: forse è semplicemente un argomento carino di conversazione? forse preparare assieme un tiramisù è meno impegnativo che uscire la sera, ma crea altrettanta complicità (forse addirittura di +)?; forse quando stai bene con una persona in tutti i sensi pensi alle cose dolci e belle della vita, e quindi al tiramisù? Non lo so, posso solo dire empiricamente che l'argomento "tiramisù" è un clichè del flirt. Anzi se c'è qualche studente di sociologia in ascolto, si potrebbe pensare ad una ricerca, magari una tesi di laurea, tipo «L'argomento "tiramisù" nella fase preliminare della relazione uomo-donna» ... con tanto di di preparazione del tiramisù e misurazione statistica dell'affinità di coppia... uhm... potrebbe venirne fuori anche un bel reality show, a metà tra la "Prova del cuoco", "(Ri)Educational Channel" e "Stranamore".

Ok ok, non credete alla mia teoria? Scettici! Neanch'io ne ero convintissimo, ma ne ho avuto un'ennesima conferma empirica l'altro giorno, qui a Las Cruces! Sì, non sto scherzando!!! (Sennò come mi verrebbe in mente di parlare di tramisù da qui?!?) Premessa, come vi dicevo, ho conosciuto un po' di ragazzi e ragazze del coro, alcuni sono scappati a casa per l'estate alcuni sono ancora qui in città. Tra questi c'è una ragazza molto simpatica, con cui ho legato subito, anzi a dire il vero appena sono arrivato al coro, si è presentata lei da me (ho avuto quasi l'impressione che mi abbia puntato subito.. naaaa!), abbiamo iniziato a chiaccherare e poco dopo ci siamo scambiati il contatto FB. Da lì puntulmente, quando mi vede on-line, inizia a chattare. E l'altro giorno, mentre stavamo chiaccherando amabilmente del + e del meno, lei mi chiede "Do you know tiramisu?" (="Conosci il tiramisu?")... scusa?!?.. io.. beh..certo..l'abbiamo inventato noi!!!.. ma..tu.. piuttosto..lo conosci?!? Insomma, vien fuori che questa è appassionata di dolci, conosce e prepara spesso il tiramisù, anche se con alcune varianti d'oltreoceano. Per la cronaca: usa i savoiardi (che qui si chiamano ladyfingers, ovvero "dita di dama"), il mascarpone, il caffè americano tagliato col brandy, cioccolata a scaglie sopra.

E per la cronaca... domani pomeriggio vado da lei che dobbiamo prepararne uno, cercando di mettere assieme lo stile italiano con quello messicano-americano. Uhm.. verrà fuori un MexItAmerican tiramisù. Aiuto! Lei ha tutti gli ingredienti e gli attrezzi per la preparazione, io devo solo passare a prendere il mascarpone al negozietto qui vicino e poi siamo a posto! Comunque tranquilli, domani cerco di concentrarmi SOLO sul tiramisù! :-)

Onestamente non saprei scommettere sul fatto che verrà davvero fuori una buona approssimazione commestibile del tiramisù.. probabilmente anche sì dai, siamo ottimisti. Ma una cosa la so per certa: Italians do it better!

sabato 15 maggio 2010

University Singers

Come vi accennavo in qualche post precedente, nelle ultime settimane ho fatto prove col coro dell'università. Intendo il top choir, quello composto dagli studenti (prevalentemente cantanti, ma anche musicisti) della facoltà di musica... quelli che si sono cimentati con il Requiem di Verdi.

E qui è tutta un'altra musica rispetto al campus choir! Sia letteralmente (si fa musica di genere diverso, niente spiritual, niente rock band, un approccio + "classico" insomma ) che metaforicamente (i ritmi di lavoro, la concentrazione, le aspettative sono di altro livello): in sostanza è equiparabile ad un nostro coro di conservatorio.

Iniziamo dalla musica: dopo aver lavorato per un intero semestre sul requiem di Verdi (cosa che ha impeganto il coro parecchio), nell'ultimo mese si sono concentrati ad imparare un brano a cappella per coro misto di Samuel Barber, compositore americano del '900. Il brano in questione, "The Coolin", serviva al coro per un'incisione da inviare a un'audizione. Bene: 5-6 prove da un'ora e un quarto per impararlo e tirarlo di fino, poi tecnico del suono in teatro per l'incisione ed il gioco è fatto. Non sto qui + di tanto a dilungarmi sul brano... nei prossimi giorni mi passano l'mp3 dell'incisione e ve lo posto.

Concentriamoci invece su come impostano le prove loro, perchè... è da brivido.

Innanzitutto la prova si tiene nella choir room, ampia sala con all'interno 6 pianoforti (di cui due a coda), pedane per il coro a semicerchio (3 gradini) podio e leggio per il direttore, lavagne varie.

La prova è gestita dalla direttrice del coro una signora sui 45, molto competente, idee musicali molto chiare, gesto preciso e consapevole, molto cordiale ma allo stesso tempo esigente e severa. Alla prova non c'è lei da sola: tipicamente c'è un assistente (addetto a scaldare inizialmente la voce al coro e altri compiti di supporto) e ben 4 pianisti. Cosa ci fanno 4 pianisti ad una prova di coro? Semplice: un pianista per ogni sezione (soprano, contralto, tenore, basso) e inizialmente ogni sezione si mette attorno al proprio pianoforte e studia la parte sentendola suonare al pianoforte (mentre le altre sezioni in sala fanno altrettanto). In questo modo si impara in fretta e anche quando poi si mette assieme a coro unito, si può fare affidamento sulle note che vengono fuori dal pianoforte. Ovviamente questo approccio funziona solo in virtù del fatto che i coristi sanno leggere la musica a prima vista e hanno solo bisogno solo di sentire qualche intervallo per intonare la melodia.

Una cosa che mi ha colpito è la grande concentrazione durante la prova. Coristi sempre in piedi, distanziati un metro l'uno dall'altro, cartellina e matita in mano, sguardo costante sul direttore. Niente chiacchiericci, pena lo sguardo fulminante della direttrice. Una volte che un paio di ragazze si sono scambiate due parole le ha stroncate subito: "No talking during my rehearsal!" (ovvero, "Vietato parlare durante le mie prove!"); e un'altra volta che c'era un po' di brusio: "Stop talking: you are losing my time and our money!" (ovvero, "Finitela di parlare: state perdendo il mio tempo e i nostri soldi!"). Direi che il concetto è chiaro ;)

In definitiva in 5-6 prove il brano era su, non alla perfezione (brano difficile, aveva bisogno ancora di rodaggio), ma era buono. E l'ultima prova (e l'incisione) l'abbiamo fatta in fila unica a semicerchio, alternati: un soprano, un contralto, un tenore, un basso, un soprano...era da tanto che non lo facevo, bello, davvero, lì si vede l'indipendenza di ciascuno e si riesce ad apprezzare la fusione del suono!!!

Se devo essere sincero però, avrei optato per fare almeno 1-2 prove a sezioni separate: lavorare sempre tutti assieme con 4 pianoforti accorcia i tempi, ma non ti rende perfettamente sicuro della tua parte. Ad ogni modo, l'approccio ha complessivamente funzionato. Ho apprezzato molto la musicalità e la professionalità della direttrice, brava! Anche se niente hanno da invidiare i bravi direttori di coro che abbiamo nei nostri conservatori.

In definitiva sono stato soddisfatto: ho visto l'altra faccia della coralità americana (quella classica, professionale) che è altrettanto emozionante (il brano vi assicuro è da pelle d'oca). Per cui state sintonizzati: prossimamente cercherò di mettere qualche contributo audio!

domenica 9 maggio 2010

Happy mother's day!

Qui in America, come in Italia, come penso in buona parte del mondo, oggi è la festa della mamma. Io personalmente non amo molto queste feste: voglio dire, se sono l'unico momento in cui abbiamo a cuore le mamme.. beh, meglio non festeggiare neanche. E sinceramente non sono uno di quelli che scrive puntualmente i bigliettini con la frasetta dolce per la festa della mamma o del papà: oggi è stato semplicemente un giorno come tutti gli altri, sereno, ho sentito la mamma, fatto gli auguri, chiacchierato con lei e col papà, sentito i reciproci aggiornamenti e punto :)

Però queste festività mi spingono a riflettere: e in questa occasione mi viene in mente quello che un parroco disse in predica molti anni fa nella chiesa del mio paesello. Le sue parole mi hanno colpito e le ricordo ancora testualmente: "Tutte le mamme hanno già un posto prenotato in Paradiso. Perchè mettere al mondo un figlio ai tempi d'oggi, con tutte le insicurezze e le insidie che ci circondano, è un atto immenso di fede, speranza e amore".

Cavoli se ha ragione!!! Io ancora non posso rendermene conto a pieno (perchè ho ancora solo la prospettiva del figlio, non del genitore), ma penso che avere un figlio, crescerlo, cercare di dargli tutto quello di cui ha bisogno, affetto, educazione, istruzione, sogni... sia davvero una grande impresa, per ogni mamma e per ogni papà. E che sia una sfida che richiede un ottimismo, una fiducia nel mondo (o fede in Dio), e un affiatamento di coppia, davvero forti.

Anche se credo che la parte più difficile per un genitore non è crescere un figlio; è lasciarlo andare una volta che è cresciuto. Arriva un momento, quando un figlio diventa grande e autonomo, in cui i genitori si rendono conto che lui ha una sua strada da percorrere che potrebbe anche portarlo lontano. Questo penso sia il momento + critico nella vita di un genitore: tutte le energie spese per crescerlo bene... e poi in un attimo, per lavoro, per studio, per amore, per i 1000 casi della vita.. potrebbe allontanarsi e tornare chissà quando.

Conosco alcuni amici che sono andati all'estero per poco più di un mese e si sono visti la mamma urlare dall'angoscia, altri hanno visto scene di pianto dei genitori in webcam, altri han dovuto tassativamente fare telefonate di almeno mezz'ora-un'ora al giorno, pena crisi di panico familiare (con conseguente innesco di sensi di colpa devastanti)... già... decisamente non dev'essere facile crescere un figlio con tanto amore e poi vedere che si allontana.

Decisamente devo dire di essere stato fortunato: quando ho riferito a casa della possibilità di venire in New Mexico, la prima risposta della mamma è stata "Beh, non vorrai mica non andare, vero?"; papà idem. Non lo so, forse la cosa li ha messi comunque in difficoltà e sono stati molto bravi a non darmelo a vedere... comunque l'ho apprezzato molto.. grazie!

E mi viene in mente un passo di Khalil Gibran, riguardo la figura dei genitori:

Voi siete gli archi e i vostri figli sono frecce vive scoccate lontano.

L'Arciere vede il bersaglio sulla strada dell'infinito, ed Egli con forza vi tende affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.

Piegatevi nelle mani dell'Arciere con gioia:

Poiché come Egli ama la freccia che vola, così Egli ama l'equilibrio dell'arco.


Non lo so... io non ho risposte da dare o grandi analisi da fare su queste complesse dinamiche psicologiche... semplicemente mi affiorano alla mente tanti ricordi e pensieri e cerco di dar loro un filo logico.

Quindi oggi il mio augurio va a tutte le mamme (presenti e future), perchè con la loro forza sono quelle che continuano a dare speranza a questo mondo. Ma in particolare, vorrei mandare un abbraccio di cuore a tutte quelle mamme che fanno fatica a lasciar andare i propri figli: con l'augurio che riescano a superare questi momenti e imparino a scagliare con serenità le loro frecce.

Già finito?!?

E' stata una settimana interessante questa: ho stretto amicizia con alcuni ragazzi e ragazze del coro, tutti simpaticissimi/e, ci siamo scambiati contatti FaceBook, numeri di cellulare, abbiamo iniziato a chattare, siamo andati a sentire concerti alla sera, poi fuori a bere birra o a cena: e le compagnie di musicisti sono in assoluto le più divertenti, si ride, si scherza e il tempo vola senza che te ne accorgi.

Ecco appunto, il tempo vola: e questa settimana è finita, questo semestre è finito, quest'anno accademico qui è finito.

Ma come, già finito?!? Eh sì, me ne sono reso conto qualche giorno fa parlando con gli amici: era l'ultima settimana universitaria al campus, ultimi esami, ultime lauree e poi da domani tutti se ne tornano alle proprie case per l'estate. Ma come?!? No, no, piano.. volete dirmi che il campus si svuota? Che restano solo prof, dottorandi e ricercatori?!? La cosa mi ha spiazzato non poco: gli amici del coro vanno via tutti, avevo anche adocchiato qualche dolce fanciulla nel gruppo.. ma niente, questo weekend erano tutti impegnati fare le valigie e prendere un aereo o un treno per tornare a casa.

La sensazione è quella dell'"ultima mattina di camposcuola". Avete presente quando vai via una settimana al mare o in montagna per un campo o per un corso estivo, e inizialmente non conosci nessuno, poi cominci a legare, poi si forma un bel gruppo, poi ti sembra di conoscerli da sempre... poi l'ultima sera si esce tutti assieme, si fa una grande festa, tu sai che è l'ultima sera e che il giorno dopo tutti dovranno ripartire, ma cerchi di non pensarci e ti godi l'allegria del momento, foto, giochi, scherzi, abbracci... e poi in un attimo è mattina, si fa colazione assieme, gli ultimi saluti malinconici e poi ognuno torna a casa. E per quanto tu abbia bei ricordi, e la voglia di restare in contatto con tutti, senti che la magia è finita, e hai un grande groppo in gola.

Solo che stavolta tutti (o quasi) vanno via, ma io resto.

Ok, ok, no panic: ho ancora assi nella manica, svariati contatti locali (qui in città), vedo di concentrarmi su quelli, non si svuoterà di certo tutta la città!

E poi, se ho meno occasioni di uscire a feste, concerti e party, ho più tempo per concentrarmi sulle 1000 altre cose, che so, più post per il blog, arrangiamenti per il coro, scrivere la mia autobiografia, magari scrivere un romanzo, riflettere sul senso della vita, comporre una sinfonia, scrivere una tesi di dottorato.. insomma, da fare ne ho comunque.

Devo solo cercare di stare sereno e concentrarmi sul da farsi.. il resto verrà da se'. Domani inizia una nuova settimana, devo cercare subito di dare una svolta positiva.

lunedì 3 maggio 2010

Priceless!

-Ricevere una telefonata con la proposta di andare in New Mexico... 10 minuti di panico e una pastiglia per il mal di testa
-Dire alla mamma della possibilità... giramento di testa (della mamma) e una tisana rilassante (sempre per la mamma)
-Capire che non puoi non andare... chiudere gli occhi e un bel respiro profondo
-Spiegare a tutti i vari amici che parti... diverse cene innaffiate da buona birra e vino, chiacchiere, abbracci, foto, un po' di malinconia
-Un biglietto di aereo andata-ritorno per gli States... varie imprecazioni alle agenzie di viaggio e un mese di stipendio da dottorando
-Riuscire a capire come fare con l'assicurazione medica... un mal di testa
-Andare due settimane in Belgio, poi tornare a casa, sistemare tutto in tre settimane e partire per gli States... un BUON mal di testa
-Arrivare e sistemarsi in appartamento... tanta pazienza, un amico che ti aiuta a destreggiarti, una carta di credito che funziona
-Farsi nuovi amici... un po' di coraggio, qualche sorriso, un po' di musica.. e FaceBook!
-Riuscire ogni giorno a guardare avanti senza voltarsi indietro... un respiro profondo e tanto ottimismo
-Pranzo a base di enchilada, pomeriggio a sentire un concerto, cena assieme ad alcuni amici del coro, serata a provare arie di Mozart con un baritono, e finire poi in un pub irlandese, davanti ad una buona birra, chiaccherando di musica, università, vita, con lui che mi presenta a tutte le sue amiche, mentre ascoltiamo un violinista cinese e un chitarrista nero che suonano e cantano divinamente dal vivo pezzi rock della Dave Matthew's Band... NON HA PREZZO!

Generazioni

Si sa, generazioni diverse hanno modi diversi di vedere le cose e spesso va a finire che si scontrano. E' la solita vecchia storia che va avanti da sempre: le generazioni + grandi spesso si lamentano dalla decadenza dei tempi moderni (e i soliti benpensanti dipingono i giovani come "bamboccioni" che sanno solo "vivacchiare"), senza calarsi minimamente nei problemi reali; le generazioni + giovani spesso rifiutano tutto a priori, senza riuscire ad apprezzare la saggezza di chi ha macinato un po' di esperienza in più.

Beninteso, gli scontri generazionali sono indispensabili, fanno parte del gioco (personalmente penso che i momenti in cui sono cresciuto di più sono stati quelli in cui mi sono scontrato con i miei!): ti aiutano a prendere coscienza di te stesso, delle tue radici e dei tuoi obiettivi futuri. Semplicemente penso che andrebbero presi come una tappa e analizzati come tali, non fomentati per il gusto dello scontro come spesso succede in talk show stile DeFilippi-Deusanio (come si sta bene qui senza TV!!!).

Ma per fortuna le generazioni non sono solo capaci di battibeccarsi! Ci sono momenti in cui le barriere cadono e le generazioni si incontrano: momenti in cui nonni, genitori, ragazzi e bimbi condividono assieme una giornata, un sogno, un progetto. E questa è una cosa che capitata a tutte le latitudini e longitudini, a prescindere dalla razza o dalla religione: probabilmente è un rito sociale, che cerca di legare i diversi segmenti della società e dare continuità all'evolversi del tempo.

E' successo qui ieri (domenica 2 maggio) alla parrocchia presbiteriana dove vado da un po'. Non ho ben capito se era legata a una festività particolare, all'anno accademico che volge al termine, all'estate che fa capolino o cosa.. fatto sta, che dopo messa, c'è stato un pranzo comunitario: le mamme avevano preparato varie teglie di enchilada, i giovani servivano a tavola, i piccoli giocavano nel cortile, gli adulti hanno tenuti i discorsi introduttivi, di ringraziamento e di "coesione comunitaria". Un bel pranzo direi, fatto incetta di enchilada (buona!), rilassato, chiacchierato di politica nazionale (italiana e statunitense) e di calcio (qui seguono addirittura la Champions League!).

Ed è successo l'altro ieri a Schio: è tradizione che al 1° maggio il Gruppo Escursionisti Scledensi (G.E.S.) i cori Ges e GiovaniGes, assieme ad amici e simpatizzanti, passino una giornata in montagna. La comitiva è come sempre molto variopinta e interessante: cantori ed escursionisti di tutte le età, dai bambini di 3-4 anni, i fratelli maggiori più o meno adolescenti, il gruppo dei giovani, i genitori, i nonni. Il programma della giornata ormai è collaudato: al mattino escursione sul Monte Pasubio, visita alla lapide del fondatore del G.E.S. (tra i sentieri della montagna), poi messa cantata dai due cori. Quindi il momento del pranzo, per circa 200 persone, preparato ad arte dai Maestri Vivandieri del GES.. e che devo ammettere.. nonostante l'enchilada qui sia buona.. i pranzi GES sono imbattibili!!!

Poi il pomeriggio è dedicato ai giochi, organizzati dai giovani per coinvolgere grandi e piccoli. E quest'anno devo dire che la creatività dei ragazzi è stata davvero fantastica: nientepopodimeno che giochi a tema su "Alice nel Paese delle Meraviglie", inframezzati da scenette, con personaggi in costume! Copioni originali scritti da Laura e Teresa, e un cast eccezionale di giovani attori. Dalle foto che potete vedere e dai commenti che ho avuto modo di sentire, è stato un grande successo, che ha coinvolto e divertito davvero tutti, bravi, bravi, i miei complimenti!


Alice alle prese col Topolino, il Leprotto Bisestile e il Cappellaio Matto


Primo gioco a squadre


Il cast al completo

(Ma io mi domando, ma se ci fossi stato anch'io, che parte mi avreste fatto fare?!? Ho una certa esperienza da Bianconiglio (della serie.. "E' tardi! E' tardi!").. uhm.. forse è meglio che sia qui negli States! )


A parte gli scherzi, sono rare le realtà in cui generazioni diverse riescono a collaborare, confrontarsi e crescere assieme. La famiglia GES è una di queste. E quando vedo che queste cose accadono mi sento più ottimista. Vuol dire che a prescindere dall'età e dalle idee, ci sono alcuni valori fondamentali che ci uniscono e che ci fanno costruire un futuro migliore. Sono i momenti in cui ci rendiamo conto che nel mondo tutto scorre, che noi siamo passaggio e che quello che dobbiamo fare è contagiare positivamente le persone che ci sono attorno e regalare sorrisi e sogni alle generazioni più grandi e più piccole.

giovedì 29 aprile 2010

Amatriciana!

Ogni tanto decido che è il caso di farmi una pasta: non è che sono in astinenza da cibo italiano.. è che sempre messicano / mensa / McDonald.. stufa!

Gli ingredienti base si trovano al supermercato senza problemi: spaghetti De Cecco, olio extravergine di oliva Bertolli, parmigiano già grattato in coppetta (marca italiana sconosciuta.. ma sa da parmigiano!). Bene.

La prima volta sono andato sul tradizionale: pasta a all'olio, con spolverata di parmigiano. Facile. La seconda volta ho aumentato un po' la complessità, rimanendo comunque in zona sicura: pasta al tonno. Facile (il tonno non sapeva proprio proprio da tonno, ma era un buona approssimazione). Era il momento di fare un passo verso qualcosa di + ardito. Dunque, cosa possa fare di saporito ed elaborato con ingredienti che posso trovare facilmente qui? Pensa e pensa...beh, in Messico sono famosi per i peperoncini, in America vanno matti per il bacon (pancetta), la salsa dovrebbe essere standard.. trovato: pasta all'amatriciana!

Primo obiettivo, trovare gli ingredienti. Al supermercato i peperoncini li ho trovati subito, e pure la salsa (anche se ho perso tempo a scegliere la salsa di pomodoro + neutra possibile, tra i 1000 tipi di salse aromatizzate nei modi + assurdi!!!). Trovare la pancetta è stata un'impresa: al banco frigo, niente; zona carni, niente; banco affettati, niente; reparto surgelati niente; omogeneizzati (magari plasmon al bacon!), niente; liofilizzati (gli americani sono ingrado di avere inventato il bacon in polvere...), niente ; insomma gira e gira mezz'ora per il supermercato .. niente. Alla fine butto l'occhio per caso e trovo il bacon, indovinate dove? Al reparto per la colazione! Voglio dire... colazione!!! In mezzo a latte, uova, yogurt, succo'arancia... la pancetta!!! Vabbè, è vero, qui sono abituati così.. contenti loro! Noto comunque con stupore che NON esiste la pancetta a cubetti: solo a strisce (da fare alla piastra e servire a colazione appunto.. brrrr). Mi adatto, prendo una confezione e a casa.

Ora la parte divertente, cucinare: olio di oliva in padella a scaldare; nel frattempo taglio alcune strisce di pancetta in pezzetti + piccoli; quando l'olio è ben caldo spezzo dentro un peperoncino e lo faccio sfrittellare un po'; a questo punto aggiungo la pancetta che inizia a rosolarsi, insaporirsi e impiccantirsi :) E la pancetta inizia anche drammaticamente a rilasciare nella padella una quantità spropositata di grasso... ma non importa. Nel frattempo ovviamente l'acqua in pentola bolle e butto la pasta. A pancetta rosolata abbasso il fuoco (per evitare disastri) e aggiungo 5-6 cucchiai di salsa. La salsa inizia ad asciugarsi e ad amalgamarsi con la pancetta, gli spaghetti sono ormai pronti, scolo, riverso gli spaghetti scolati in padella, ultimi due minuti sul fuoco per amalgamare il tutto, poi riverso sul piatto (di plastica!uff...), spolverata finale di parmigiano, e pronti a tavola!

Uhm... sa di pasta all'amatriciana, approved! Mangiata di gusto. Un paio di cose non proprio al top: non sento molto il piccante.. e sì che qui i peperoncini dovrebbero essere super!!! E più che spezzarlo e sfrittellarlo nell'olio non saprei che fare.. vabbè, riproverò. E poi.. il grasso della pancetta... ne è uscito taaanto... il mio fegato al momento sta arrancando e minacciando lo sciopero della fame...ok ok la prossima volta prometto che tolgo la parte bianca della pancetta.. o che faccio scolare il grasso... sì promesso, per ora resisti dai, domani riso in bianco...

In conclusione, basta reperire degli ingredienti base decenti, avere due fornelli, pentola e padella e il procedimento per farsi un buon piatto di pasta italiano è sempre quello, col risultato assicurato. Questo mi rassicura.

Prossimo step?

Carbonara! Of course!


(No, tranquillo, non domani, domani riso in bianco, promesso, carbonara la settimana prossima...!!!)

mercoledì 28 aprile 2010

Manna

Bene bene bene.. oggi ero a prove con il Top Choir... ma delle prove con il Top Choir vi racconto un'altra volta, perchè meritano un discorso a parte.

Dopo prove mi sono fermato un po' a chiacchierare e a chiedere informazioni varie, e ho scoperto due cose mooooolto interessanti, che sono DETERMINANTI per la mia permanenza qui e che forse rischiano di compromettere definitivamente la mia produttività informatica.. o forse di incrementarla.. non so, vedremo!

Ad ogni modo, prima notizia: mi hanno indicato un'ala del Music Building al secondo piano adibita a "Practice Room" ovvero, "stanza di allenamento": ci sono circa 40 box insonorizzati, della dimensione 2 metri x 1,5 circa, ciascuno contente un pianoforte verticale, un paio di sedie, un leggio, prese per la corrente. Aperta 24 ore al giorno, 7 giorni su sette, accesso libero!!! Il che vuol dire che in qualsiasi momento chiunque (me compreso) può andare, entrare in un box e stare quanto vuole ad esercitarsi al pianoforte, a provare con altri musicisti, a comporre... insomma, davvero un lusso. E mi viene da pensare a come siamo presi al conservatorio di PD: c'è una tale carenza di aule, che se vuoi un'auletta con pianoforte per studiare un'oretta al pomeriggio, devi solo sperare in un miracolo di S. Antonio!

Seconda, e ultima, notizia del giorno: mi hanno detto che alla biblioteca centrale del campus c'è una sezione dedicata interamente alle partiture corali e orchestrali! Il che significa che mi metterò in pianta stabile in biblioteca a sfogliare tutto lo sfogliabile e a fare fotocopie delle cose + interessanti! Anzi, meglio che mi procuro un scanner e passo direttamente tutto sul portatile!

Bene bene, e ora a nanna :)

lunedì 26 aprile 2010

Stile PhD Comics...

Oggi al lavoro mi aspettavo un déjà vu (ndR vedere una delle puntante precedenti).. e invece no: niente déjà vu, ma una scenetta comica (o tragicomica se vogliamo!), degna di PhD Comics.

(Ah, per la cronaca.. PhD Comics è una serie di fumetti comici sulla vita assurda di dottorandi e ricercatori: servono principalmente per sdrammatizzare e farci sentire meno idioti... a volte sono divertenti, a volte provocano irrimediabili danni psichici :) Vi posterò qualcosa...).

Ma torniamo a noi: stamattina, dopo aver sistemato un po' il codice, vado da Enrico (il capo!) per raccontargli la "brillante" idea che avevo avuto venerdì e che dovrebbe risolvere alcuni nostri attuali problemi informatici. Busso alla sua porta alle 10.00

R: "Ciao Enrico, hai un minuto?"
E: "Uhm.. lasciami finire una cosa prima, facciamo fra 5 minuti? Passo io da te!"
R: "Ok, ciao".

Torno nel mio studio, e mi rimetto a sistemare alcune cosette sul codice... il tempo passa, e di Enrico neanche l'ombra. Arrivano le 12.00 e niente! Ok, ok è un capo molto impegnato, no problem, io ho cmq un sacco di lavoro da fare intanto. Alle 12.20 bussa con altri due colleghi "Andiamo a pranzo?" Ok ci avviamo a pranzo sapendo benissimo che in università si discute di ricerca a pranzo, a colazione, alla pausa-caffè... un posto vale l'altro!

Sulla via del bar mi fa:

E: "Allora, che mi racconti?"
R: "Ho avuto un'idea che.. "
E: (con ironia) "Un'idea geniale? Bravo , così mi piace!"
R: "Beh, non so.. semplicemente un'idea che dovrebbe risolvere i problemi della settimana scorsa.."
E: "Bene, ovvero?"
R: "Ecco, visto che abbiamo questo situazione, pensavo di applicare questa cosa e fare così e così."
E: "Giusto! Che è appunto quello che cercavo di spiegarti venerdì mattina!"
R: "..."
-.-
"ehm..."
"oops.. non avevo colto.. ci sono arrivato dopo.. con un rocambolesco percorso mentale..."
E: "Bene, l'importante è che in un modo o nell'altro ci sei arrivato!"
R: "Uhm, ok.. meglio che ci ordiniamo un panino..."
E: "Meglio, va!"

Della serie... come passare in un secondo dal sentirsi orgogliosi al sentirsi "orgoglioni" di un'idea :)

domenica 25 aprile 2010

Verdi's Requiem

E' strano essere in New Mexico e trovare in programma per il concerto di primavera dei cori universitari.. il "Requiem" di Giuseppe Verdi!!!

Innanzitutto ti fa sentire orgoglioso di essere italiano: ci sono tante cose che esportiamo nel mondo con forti apprezzamenti.. ma con la musica made in Italy possiamo davvero andare sul sicuro (almeno per la classica)!

Poi ti rendi conto di come qui abbiano una forte sensibilità per tutti i generi musicali, senza preconcetti, anzi, una vera e propria "fame" di musica: voglia di ascoltare di tutto, di sperimentare anche repertori distanti dalla propria sensibilità. E non lo fanno per diletto o per curiosità: lo fanno in maniera strutturata, all'interno delle facoltà di musica, delle associazioni liriche, con tutta la professionalità del caso.

E chiaramente scattano i confronti: quanti conservatori da noi hanno progetti in cui il coro prepara un'esecuzione "importante" di questo calibro? Effettivamente ce ne sono dai, pochi ma ce ne sono! E Padova è tra questi: l'anno scorso abbiamo preparato il Requiem di Brahms (c'ero anch'io nei bassi;)! ) ed eseguito assieme ad un coro e direttore tedesco, con orchestra completa (tutto merito dell nostra vicedirettrice Marina, ottima docente e direttrice di coro).

Ma torniamo alla New Mexico State University. Chiaramente oggi pomeriggio sono andato a sentire il concerto: ero curioso di vedere come si cimentava il top-choir dell'università (ovvero il coro selezionato) con un brano che non è proprio nelle loro corde. Voglio dire.. noi italiani se ci mettiamo a fare spiritual o jazz possiamo essere in difficoltà... se gli americani si cimentano col repertorio classico europeo e ci dan filo da torcere beh.. allora c'è qualcosa da rivedere!

Ah, parentesi divulgativa: forse qualcuno di voi non ha presente il Requiem di Verdi.. ma sicuramente ne avete sentito il Dies Irae (in qualche film, o pubblicità).. giusto per intenderci, vi posto uno spezzone del Dies Irae eseguito da coro e orchestra filarmonica di Berlino sotto la direzione di Abbado.




(Poi ditemi se non è rock questo!!!)


Ad ogni modo, arrivo alla sala del concerto e inizio ad osservare.
Da un punto di vista formale niente da dire, tutti (coristi e orchestrali) in tenuta elegante da gran concerto, molto disciplinati nella postura e nei movimenti minimi richiesti (alzarsi, sedersi, aprire la partitura). Noto subito che l'orchestra è un po' scarna di archi: solo 13, contro 11 legni, 11 ottoni e circa 70-80 coristi.

Ok, mi preparo a tendere le orecchie per sentire i violini.. e si comincia.

Il coro devo dire che inizialmente (sul Kirie, primo brano) era un po' timido e poco convinto. Forse doveva solo prendere confidenza col debutto in pubblico dello spettacolo, perchè al pezzo successivo (il Dies Irae) ha tirato fuori voce, grinta, e compattezza, che ha tenuto fino alla fine. Un encomio per la pronuncia latina: bravi! Non avrei mai detto che erano americani, han fatto un buon lavoro.

Bene i quattro solisti. Cantanti lirici di professione, esterni, gente che lavoro stabilmente in produzione liriche negli States.

L'orchestra a essere sincero non mi ha entusiasmato: non aveva molto nervo e la qualità esecutiva di certi passaggi non era granchè (non intonatissimi, non un bel suono, a volte non precisissimi col ritmo). Probabilmente non era un'orchestra stabile, ma creata per l'occasione, e la direttrice, per quanto brava e musicalmente preparata, si vedeva che aveva benissimo in pugno il coro, ma non altrettanto l'orchestra. Non so come spiegarlo, non han fatto nessuna stecca e nessuna scollatura ritmica... però mancava quel non so che... di.. "grinta", ecco , chiamiamola così.
Oh, cmq sto andando sul sottile... nessun errore o intoppo grosso, ma neanche lontanamente paragonabile al video di Abbado di cui sopra :)

Cmq, il concerto è finito con applausi scroscianti, e standing ovation della sala. Effettivamente è stato un bel concerto, il Requiem di Verdi era proprio lui, suonato e cantato bene, tutti l'abbiamo gustato e apprezzato. Giusto per capirci: l'ho ascoltato volentieri e ci tornerei.. ma se a fine concerto mi propongono di comprare il CD con la loro incisione.. beh.. glielo lascio lì!

Anzi no, forse glielo comprerei lo stesso. Non tanto per l'esecuzione (meglio un CD dei Berliner!), ma per incoraggiamento: è importante che loro l'abbiano eseguito; è importante che gli studenti di una città in mezzo al deserto, al confine sud degli States, abbiano studiato e cantato un'opera musicale eterna e splendida; ed è importante che tutta la città abbia potuto apprezzarla dal vivo.

Alla fine la musica è e deve essere per tutti e quindi è bene che tutti abbiano la possibilità di farla e di ascoltarla. Ovviamente con tutta l'umiltà e lo studio del caso (e c'era), ma senza pretendere l'esecuzione perfetta.

Sappiamo che la perfezione in musica non si raggiunge mai: è un obiettivo a cui perennemente cerchiamo di avvicinarci, un eterno stimolo a migliorarci.

sabato 24 aprile 2010

Prototipando

Settimana intensa questa, al lavoro intendo...

Lunedì pomeriggio avevo ultimato un piccolo prototipo software: funzionava solo sui dati elementari, ma faceva in piccolo tutto quello che dovrebbe fare il mio software finale. In pratica era come se, dovendo costruire una ferrari per gareggiare al gran premio, io
avevo realizzato un modellino in scala 1:100, con tutto l'occorrente: gomme, motore, trazione etc etc.. solo in scala! (Bah.. dettagli!)

Vabbè..vado da Enrico (il capo!) e gli dico tutto contento "Ho fatto un primo prototipo, mi sembra ok, funziona così e così.". E lui, serafico: "Bene! Però così è inefficiente: prova ad applicare questa e quest'altra idea. Fammi sapere."

Doh! Beh, però ha ragione: andate voi al gran premio di Imola con una ferrari scala 1:10! Ad ogni modo: settimana a studiarsi a fondo sul manuale varie librerie del linguaggio di programmazione, cercando di venirne a capo, con idee + o meno strampalate che la mattina ti sembrano geniali, poi ora del pomeriggio ti accorgi (non senza qualche imprecazione) che ti stai solo complicando la vita e cambi strada... insomma... prova e riprova, il bello (o brutto?!?) della ricerca!

Anyway, forse stasera sono finalmente riuscito a capire come applicare quello che mi serve: devo sistemare alcuni dettagli, ma ho la sensazione che finalmente ci siamo!

Lunedì andrò da Enrico (il capo!) e gli dirò tutto contento "Ho fatto un secondo prototipo, mi sembra ok, funziona così e così."

Uhm...prevedo un déjà vu... (!)


PS. Scusate se mi sono assentato un po' dal blog.. devo ancora prendere le misure con la tempistica... cmq ho un sacco di post in mente.. devo solo trovare il tempo di scriverli :) a presto!

domenica 18 aprile 2010

La reintegrazione

Sketch teatrale in atto unico



Personaggi


  • Pietro, pescatore.
  • Elisabetta, sua moglie.

Scena


La vicenda si svolge nella cucina della casa di Pietro e Elisabetta. Un tavolo e una sedia sono sufficienti.

Pietro dovrebbe essere vestito da "pescatore". (ad es. camicione, stivali, cappello alla Sampei).

Elisabetta è una casalinga, e dovrebbe indossare un grembiule, capelli raccolti con un foulard, e uno strofinaccio con cui pulisce energicamente la cucina.


Azione

[Mentre Elisabetta spolvera i fornelli dando le spalle all'entrata, Pietro entra in cucina, si precipita da lei, le fa fare una piroetta e le stampa un gran bacio.]

Pietro:Ciao amore! Stasera pesce e patatine! (ndR originale: "fish and chips", tipico piatto dei take-away americani)

Elisabetta:Grande! E' stata una buona pesca, allora!

Pietro:Assolutamente! 153 grossi pesci in totale. Ne abbiamo anche in abbondanza per …

Assieme:  … Marta, della porta accanto.

Pietro: Già.

Elisabetta:  Come avete fatto a prenderne così tanti?

Pietro:  Ti lascio indovinare!

Elisabetta:  Non quel Gesù un'altra volta! [Pietro annuisce] Oh - è pieno di sorprese quel Gesù.

Pietro: Già.

Elisabetta: Allora, cos'è successo?

Pietro:  Eravamo fuori a pescare, come sempre, e non stavamo prendendo niente...

Elisabetta:  Come sempre!

Pietro:  [ignorandola]... quando una voce dalla spiaggia "Gettate le reti dalla parte destra della barca". Quindi abbiamo pensato : "Già già, un marinaio che si crede un esperto". Ma ci siam detti: "Chi se ne frega!" e abbiamo provato e c'erano così tanti pesci, ma così tanti pesci, che siamo riusciti a tirarli su a fatica. Abbiamo quasi rotto le reti. Allora ho pensato "Un attimo! Mi sembra un Teggiavuuu" …(ndR originale "Dodgy View")

Elisabetta:  No caro, penso tu intenda un "Deja vu".

Pietro:  Beh, ad ogni modo, sai quella sensazione che quella scena fosse già successa prima? Ma certo che era successa prima, con Gesù! Allora ho realizzato che il tizio sulla spiaggia doveva essere Gesù. "E' Gesù" ho detto agli altri, e sono saltato fuori dalla barca e mi sono precipitato a riva. E lì c'era Gesù con il fuoco che andava e il pesce che si stava già abbrustolendo. Aveva un gran barbecue, pronto per la colazione!

Elisabetta:  Ooooh,e cosa ha fatto allora?

Pietro:  Uhm.. Ecco niente altro … ehm … Non penso sia molto interessante.

Elisabetta:  Pietro! Vai avanti, cosa è successo?

Pietro:  Non ho tanta voglia di parlarne. E' imbarazzante.

Elisabetta:  PIETRO - COSA - E' - SUCCESSO?

Pietro: Ok, ok... ti ricordi quando ti raccontavo di quella notte che lo tradii, quando dissi di non averlo mai conosciuto? Ricordi?

Elisabetta:  Sì, e allora?

Pietro: Bene, quello che non ti ho detto è che mentre lo rinnegavo per l'ultima volta lui stava attraversando il cortile dalla parte opposta, per entrare in un altro edificio.. comunque.. mi ha guardato dritto negli occhi, e io sapevo che lui sapeva quello che io avevo detto. E io sapevo che lui sapeva che io sapevo che lui sapeva quello che avevo detto. E' stato quando sono crollato e sono corso fuori.

Elisabetta: Beh, è stato settimane fa, Pietro, sono sicura che ormai non importa più!

Pietro:  Ma certo che importa! Come può fidarsi ancora di me? Per niente, ecco cosa pensavo. Ma oggi è successa una cosa strana.

Elisabetta: Cosa?

Peter:  Bene, dopo colazione mi ha detto, "Pietro, mi ami tu più di costoro?". E io ho risposto. "Non essere sciocco, Signore! Certo che ti amo". Allora lui ha detto ancora, "Pietro, mi ami?" "Sì Signore, certo che ti amo". Allora Lui ha detto per la terza volta, "Pietro, davvero tu mi ami?". E io ero davvero ferito che me lo chiedesse per la terza volta, così ho detto: "Guarda Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo". E a quel punto mi dice, "Seguimi!" esattamente come mi aveva detto la prima volta che ci incontrammo. Allora ho capito, vedi? L'ho rinnegato 3 volte. E lui mi ha semplicemente fatto dire quanto lo amo per 3 volte. Mi ha perdonato e sistemato le cose un'altra volta, vedi? Tutto è di nuovo a posto. Questo è quello che Gesù fa, vedi: non lascia le cose in disordine, le sistema sempre!

Elisabetta:  Oh, tutto questo richiede grandi festeggiamenti! Ti va una tazza d'amore?


Fine

Note


Ho visto questa scenetta stamattina, durante una celebrazione domenicale molto variopinta, in una chiesa metodista. L'ho trovata simpatica (recitata da una coppia di americani stile sit-com vi assicuro che fa il suo effetto!) mi sono fatto dare una copia e ve la riporto tradotta. Magari può essere d'aiuto per una riflessione (sul passo in sé - Giovanni 21,1-19 - o sul modo alternativo che hanno qui di impostare le celebrazioni) o per qualcuno che fa gruppo scout/giovanissimi/ACR. Se volete la fonte originale, la trovate qui...cmq sono stato abbastanza fedele :)


Ah, per la cronaca...nella stessa celebrazione: un duo per pianoforte e flauto di W.A. Mozart (di scarsa qualità esecutiva devo dire, ma un bel tentativo), una filastrocca con gesti recitata e mimata dai bambini del catechismo (o qualcosa di analogo), un duo per pianoforte e campane intonate (campanelli stile quelli dei chierichetti, ma disposti su un tavolo e suonati ad hoc per avere una melodia). Il tutto intervallava letture della bibbia, preghiere collettive, predica del pastore di turno, canti dell'assemblea e del Campus Choir (Enjoy the Music, have fun!).

Enjoy the Music, have fun!

Ebbene sì, mi sono infiltrato tra i baritoni del coro del campus. Un decina di giorni fa ho mandato email praticamente a mezzo dipartimento di musica, chiedendo informazioni sulle attività e se potevo partecipare a qualcosa. Tra le varie proposte, quella di unirmi subito al coro del campus, un paio di prove e poi subito in concerto sabato e domenica (ieri e oggi!). Ok! No problem, ho una discreta lettura a prima vista e una certa esperienza corale.. posso farcela.

Così ho conosciuto la direttrice del coro (sulla 50ina, molto simpatica e preparata) che mi ha accolto subito con entusiasmo, e gli altri coristi, circa cinquanta elementi. Sono molto curioso di vedere come fanno prove qui e non c'è modo migliore che farlo da dentro.

Alla prima prova ho realizzato subito che il gruppo era affiatato e cantavano tutti molto volentieri e convinti. La direttrice aveva le idee musicali molto chiare e un gesto preciso. Però il suono non era molto fuso, l'intonazione a volte precaria. A volte dalla mia sezione sentivo nuvole sonore senza riuscire a percepire una nota chiara. Aiutoooo! Certo.. i brani erano un po' impegnativi, ma ciò non dovrebbe giustificare un'esecuzione traballante. E a prove ogni tanto restavo allibito: dopo esecuzioni da pelle d'oca (e non in positivo) dove c'erano sezioni terribilmente calanti, note svizzere, problemi di assieme... la direttrice tirava fuori l'ottimismo positivo che solo gli americani possono avere: "Bravi ragazzi, mi piace, state facendo un ottimo lavoro, non era male, funzionerà, gran bel suono, attenti solo bassi a non calare..la ripetiamo, bene!". Alla faccia! Ok il positivismo, ma se una cosa non funziona.. non funziona!

Il senso di tutto questo l'ho capito dopo un po'. Questo è il Campus Choir: tutti possono partecipare, nessuna audizione, nessuna particolare dote richiesta, solo voglia di cantare. Si canta, ci si butta nella mischia, ci si diverte, si cerca di fare buona musica al meglio, ma senza avere pretese di esecuzioni perfette da sala di incisione. L'obiettivo? Ce l'ha ripetuto un sacco di volte alle generali e al conerto: "Enjoy the Music, have fun!", ovvero "Gioite con la musica, divertitevi!".

Ancora prove la mattina del concerto, poi prova generale al pomeriggio, poi sabato sera.. in scena! C'eravamo noi, un coro "anta" e il coro Gospel del campus. Ognuno ha fatto le sue esecuzioni e poi i brani finali assieme (provati per la prima volta alla generale del pomeriggio!). Il tutto accompagnato da band pianoforte-basso-batteria.

Ed effettivamente è stato un bel concerto! L'adrenalina fa miracoli e alcune cose si sono risolte solo per grazia divina! Sinceramente su alcuni punti non so ancora che note abbiamo cantato (anzi probabilmente ciascuno dei baritoni cantava una nota diversa e non scritta in partitura!)... ma non importa: è il campus choir, l'obiettivo è "Enjoy the Music, have fun!": e quando canti spiritual, con la band sotto che tira, la direttrice che dirige con la faccia spiritata alla Whoopi Goldberg in Sister Act, i coristi sorridenti, il pubblico che batte le mani.. che te frega se una nota è calante o meno?!? Sicuramente (e per fortuna) l'esecuzione di ieri sera non rimarrà nella storia, ma è stato divertente. E intanto tutti hanno provato l'ebrezza del canto corale, qualcuno magari ci ha preso gusto e proverà ad entrare nel coro + selezionato, sicuramente ci siamo divertiti e abbiamo regalato una serata di festa al pubblico. E inoltre, da non sottovalutare, ho cominciato a fare amicizia con i miei colleghi baritoni. (Sì, lo so, devo concentrarmi sulle soprano, lo so! Ma prima di tutto devo entrare nel branco ;)... il resto viene da sè!)

Stamattina (domenica) altro appuntamento: animazione della messa in una chiesa metodista. Abbiamo riciclato i brani del concerto, aggiunto un brano imparato la mattina, cantato assieme al coro del posto. La direttrice sempre sorridente, piena di complimenti per tutti, sempre positiva! Tutto molto moooolto easy! I like it! ("Mi piace")

Ora immagino che qualcuno di voi sarà stupito: "Com'è che Raffa, musicista preparato e rigoroso, è propenso a questo banale dilettantismo americano?". Buona osservazione. Vediamo di capirci.

DILETTANTISMO e PROFESSIONISMO in musica non sono come il diavolo e l'acqua santa. Sono entrambi ugualmente dignitosi e e ugualmente indispensabili nelle nostre città.

DILETTANTISMO è quando si fa musica principalmente per il piacere di farla (per "diletto" appunto, nel significato etimologico del termine, senza accezione negativa), certo, con un certa disciplina, ma essenzialmente funzionale al gusto di stare assieme, di assaporare belle melodie, belle canzoni, per una gratificazione nostra.

PROFESSIONISMO è quando, oltre a questa componente di diletto (e sottolineo: oltre a questa componente), vogliamo un'esecuzione impeccabile, fedele al pensiero del compositore, curata in tutti i dettagli, senza imprecisioni, con tutti i carismi e la prassi esecutiva che il brano in questione richiede.

La cosa importante è una sola: dichiarare subito dove ci collochiamo, se da una parte o dall'altra. Musicisti per diletto? Benissimo: divertiamoci, suoniamo, cantiamo, facciamolo con gusto e cerchiamo di tirar fuori momenti di buona musica, senza grosse pretese. Musicisti per professione? Benissimo: divertiamoci, e in + mettiamoci il rigore e l'arte che abbiamo studiato a fondo, per rendere il tutto ancora + gustoso.

Per come la vedo io, a sfasciare il tessuto musicale delle nostre città e a creare le solite faide sono:

- gruppi di dilettanti impreparati che si pongono come grandi maestri di filologia musicale: pretendono di fare con i propri ensemble repertori difficili e di essere riconosciuti come portatori di grande cultura; va a finire che 1) si scagliano contro (e rubano spazio a) i veri professionisti 2) visto che ormai si autoconsiderano professionisti, guardano con disprezzo gli altri innocenti gruppi di dilettanti;

- gruppi di professionisti che eseguono repertorio impegnativo anche in maniera impeccabile, ma non sono in grado di trasmettere NIENTE al pubblico, perchè, preoccupati del rigore musicale, si dimenticano di divertirsi e suonano con la faccia scura e truce; poi va a finire che 1) si scagliano contro i dilettanti (principalmente per invidia) 2) fingono disperatamente di divertirsi (mai visto seriose corali sacre finire un concerto con un uno spiritual? Aiutoooo!!!)

Per me non c'è cosa + bella di vedere un professionista mettersi a suonare con un gruppo di ragazzi in maniera spontanea e spensierata o vedere un dilettante che ci prende così gusto da iscriversi ad una scuola di musica per coltivare con arte la propria passione e diventare un professionista.

Alla fine della fiera, la cosa importante è essere consci dei propri obiettivi. E in ogni caso, che tu sia dilettante o professionista la chiave è la stessa: Enjoy the Music, have fun!!!

I want you!

Fa uno strano effetto quando ti trovi davanti una ragazza americana sui 21-22 anni, molto carina, bionda, occhi azzurri, visino angelico e fisico da cheerleader che ti guarda negli occhi e ti dice con decisione "I want you!" (trad. "Io voglio te!"). Wow!

Peccato che semplicemente stavamo formando le squadre per la partita a beach volley, lei e la sua amica erano le capitane che sceglievano i giocatori e io al match precedente avevo fatto varie giocate mirabolanti!

Vabbè, non importa.. vedremo di tenere la sostanza e cambiare solo il contesto ;)

venerdì 16 aprile 2010

Un manuale di psicologia

Sono ormai due settimane che sono qui (il tempo vola!) e ormai la mia sistemazione si è consolidata. Negli ultimi giorni ho riflettuto un po' sulle varie fasi del mio arrivo e sulle varie esigenze che ogni giorno mi trovavo a dover soddisfare. Eh sì, perchè quanfo arrivi in un posto nuovo non puoi dare per scontata nessuna delle sicurezze che avevi: una casa, il cibo , gli amici, un'occupazione.. tutto da conquistare da capo e ovviamente, non si può pretendere di avere tutto subito... una cosa alla volta!

Quindi ultimamente riflettevo: di cosa sono andato in cerca? e con che priorità? Quali erano i bisogni che via via diventava necessario soddisfare?

Mentre ero assorto in questa autopsicanalisi, dai meandri della mia memoria ha fatto capolino una lezione del corso di psicologia che avevo seguito qualche anno fa all'università. Era stato un corso molto interessante, tenuto da una brava prof (Marina, che saluto! assieme a Luca e al piccolo Lorenzo :) ) e qualche concetto mi è rimasto. Ricordo che ci spiegava di un tizio che aveva teorizzato che c'è una piramide di bisogni che ognuno di noi soddisfa gradualmente dal basso all'alto... uhm.. provo a cercare su internet... trovato!!! Abraham Maslow, psicologo statunitense del novecento.

Questo signore ha teorizzato una piramide di bisogni e ha affermato che l'essere umano inizia a soddisfare innanzitutto i bisogni alla base della piramide e passa al gradino successivo solo quando ha soddisfatto i bisogni del gradino precedente.



Leggo un po' i dettagli della piramide, faccio due conti... e scopro di essere un manuale di psicologia!!!

Infatti la prima cosa che avevo in mente appena arrivato era avere un posto per dormire e capire dove c'erano bar/ristoranti/mense per mangiare. Quindi, sistemate queste cose, e assicuratomi di avere una casa e un posto di lavoro, sono andato in cerca di una "famiglia", di amici con cui entrare in relazione. Infine, verso la vetta della piramide, ho sentito il bisogno di attivare il cervello, di concentrarmi sul lavoro con energia e creatività, di andare a sentire qualche concerto, alla ricerca dell'arte e del bello (Maslow si è dimenticato di mettere la "ricerca del bello" all'apice della piramide.. vabbè.. cmq su questo ci torniamo in un altro post).

Però...quadra! Ok ok... non è tutto così elementare: appena sceso dall'aereo mi è venuto a prendere il mio capo, che mi ha sempre dato sostegno; ho sempre saputo che avrei avuto un tetto e un lavoro; ho ascoltato la mia musica preferita in cuffia dal primo giorno che ero qui. Quindi è tutto mescolato.

D'altro canto, noi uomini non siamo fatti a compartimenti stagni: queste suddivisioni che incasellano per bene i concetti lasciano un po' il tempo che trovano... sono essenzialmente utili a filosofi e psicologi per scrivere libri e agli ingegneri per semplificarsi la vita... poi sappiamo che (per fortuna) la realtà della vita è molto più complessa, varia e affascinante.

Resta il fatto che Maslow ha probabilmente colto una scala di priorità che è istintivamente (o inconsciamente) insita nell'essere umano e ci ha dato un buono spunto per riflettere.

Alla fine non importa se Maslow ha ragione o torto, se io mi sono comportato in maniera standard o meno. Quello che importa è cercare di essere consapevoli delle nostre azioni: chiederci cosa ci spinge a comportarci in un modo piuttosto che in un'altro, quali necessità stiamo cercando di soddisfare... in una parola: "perchè?". Farsi queste domande non ci rende + sicuro il cammino. Ma ci rende + consapevoli di noi stessi.




PS In bocca al lupo ai GiovaniGes per il concerto di stasera!!! Spaccate tutto!!!

mercoledì 14 aprile 2010

Si comincia!

Ebbene sì, dopo ben due settimane di preliminari, a studiare articoli in inglese, stampare dispense, partorire e scartare idee, pensare ad esempi e controesempi, confrontarsi col capo, riempire a e cancellare lavagne di scarabocchi, disegni e formule (che figata che è avere una lavagna tutta miaaaa, mi diverto un mondo!!!)...

...ebbene...

...oggi ho iniziato a scrivere codice al PC!!!

Ci ho messo metà mattina e tutto il pomeriggio, ma alla fine sono riuscito a scrivere un programma in Prolog di ben 27 righe (!) che fa esattamente quello che deve fare (e credetemi, non è così scontato... mediamente le giornate a scrivere software passano così!).

Quindi per ora Raffa 1 - PC 0.
Siamo solo al primo minuto, ma la squadra c'è!

PS E cmq, qui me la cavo sicuramente meglio che a calcetto vero...

Les Voix Boréales

Avete mai sentito un concerto di un coro femminile canadese di 50 elementi? No?!? Beh... neanch'io! Ma c'è una differenza: voi potete andare a sentirlo, io no! Sì sì, avete letto bene, non ho invertito i soggetti!

Questo venerdì, 16 aprile, il coro canadese Les Voix Boréals fa tappa a Schio (Vicenza) nel corso dell'attuale tournée europea (date precedenti a Roma, Firenze, La Spezia...). Saranno ospiti del coro GiovaniGes (che da un paio d'anni ho l'onore di codirigere assieme alla splendida maestra Stefania), nell'ambito della rassegna-gemellaggio "Scambiamoci le voci".

Quindi tutti gli amici della zona Schio-Thiene-Vicenza sono invitati allo spettacolo: Venerdì 16, ore 20.30, Teatro Pasubio, Schio (VI). L'ingresso è libero, la buona musica (italiana e internazionale) è garantita.



martedì 13 aprile 2010

Jesus Christ Superstar

Stasera al palazzetto sportivo dell'università (palazzetto.. 13.000 posti a sedere!!! utilizzato per il campionato di pallacanestro e pallavolo, nonché per concerti rock...) c'era una data del tour americano di Jesus Christ Superstar, uno dei migliori musical mai scritti dal grande Andrew Lloyd Webber (per intenderci, lo stesso di Cats, Evita, Il fantasma dell'opera... ma su Webber ci torniamo + avanti).

Nel cast era previsto come attore principale nientepopodimenoche.. Ted Neeley, ovvero l'attore che ha interpretato Gesù nella versione cinematografica (sì sì, proprio lui!). Potevo perdermi lo spettacolo? Ovvio che no!

So già che qualcuno ora starà pensando: "Raffa, ma non eri andato in New Mexico per lavorare?!?". Certo. Ma, giusto per rispendere in tema, qualcun altro (sicuramente + autorevole) ha anche detto "Non di solo pane vive l'uomo" ;) ... ma questo è un discorso a parte, magari in uno dei prossimi post.

Ad ogni modo, vado allo spettacolo e devo dire, sono rimasto soddisfatto:

-la band era essenziale ma di qualità: bassista, batterista, pianista-direttore, tastierista, chitarrista; ottimi musicisti che sapevano darci dentro;

-bene le scene, luci e custumi: la scena si sviluppava su tre livelli, con diverse possibilità di entrata uscita, tutte gestite molto bene, con buoni effetti di luci, teli vari sfruttati con fantasia, fumo al momento opportuno;

-un encomio al coro-folla: movimenti perfettamente sincronizzati, tutti sapevano esattamente cosa fare, la folla si muoveva compatta nel complesso ma ciascuno singolarmente riusciva ed essere espressivo e autonomo nei gesti e nel volto; le pose erano morbide e molto plastiche, gli interventi corali intonati ed energici.

-bene il cast: cantanti giovani (tutti sulla trentina) e ben preparati, sia vocalmente che scenicamente. Ottimo controllo della tecnica vocale e ottima capacità di uscire dallo spartito per interpretare il personaggio e renderlo vero. Giuda tenore drammatico dalle corde d'acciaio, molto rock. Caifa basso tenebroso, possente e inquietante. La Maddalena voce suadente ed espressiva. Erode buffo e scanzonato.

-Ted Neeley(Jesus): lui merita un discorso a parte. Si vedeva che era il veterano del gruppo. Estremamente comunicativo ed espressivo, era perfettamente nel ruolo, un Gesù dal grande carisma, forse un po' troppo ieratico, quasi mistico. Però, un po' in difficoltà con la voce: molto roca, acuti possenti fatti di gola, falsetti intonati ma molto molto leggeri. Però, facciamo due conti..ai tempi della realizzazione cinematografica (1973) aveva esattamente 30 anni, ora ne ha 67.. fate un po' voi!!! Le corde vocali non sono + quelle di una volta! E cmq, da buon artista com'è ha sapientemente cercato di interpretare un Gesù + carismatico e mistico in modo che queste caratterisiche vocali potessere essere credibili. E nel complesso la cosa funzionava (anche se era evidente che i suoi colleghi erano tecnicamente + preparati di lui...)

Quindi di questa sera ricorderò con piacere la band, lo splendido coro e i talentuosi cantanti coprotagonsti. Ted Neeley preferisco ricordarlo energico come in questo video, scena del Getsemani:



E per non chiudere proprio su un video denso di angoscia, vi lascio con un brano morbido e dolce (anche se ugualmente pieno di paure e domande): il canto di Maria Maddalena. Buon ascolto.

domenica 11 aprile 2010

Un'altra domenica americana

Un'altra domenica americana... eh sì, il tempo scorre veloce.. sono già 10 giorni che sono qui; ho come l'impressione che questi mesi passeranno in un lampo, fra un attimo dovrò fare le valigie e prendere l'aereo per il ritorno :) beh... vediamo semplicemente di fare in modo che questi mesi siano fruttuosi da + punti di vista possibile!!!

Anyway, stamattina sono stato alla solita chiesetta presbiteriana, ritrovato le stesse persone, (anche qualche faccia nuova), lo stesso prete dal sermone molto carismatico, lo stesso clima cordiale..

Un tipo che avevo conosciuto domenica scorsa mi si avvicina e mi dice che si trovano alle 3 del pomeriggio per una partita a calcio (non football, proprio calcio, "soccer"), se voglio unirmi.. of course!!! non ho impegni per la domenica pomeriggio :)

Giusto il tempo di andare al supermercato a fare due compere, tornare a casa, sistemare la cucina, cucinarmi qualcosa, mettermi in tenuta sportiva, telefonare alla mamma, chattare con due amici, scrivere rapido sul blog e poi ...partita!

In effetti sono curioso di vedere come giocano a calcio gli americani, loro che son cresciuti a football, baseball e basketball.. ma a quanto ho capito si tratta di una partitella domenicale molto sciolta.

Recupero le scarpe da ginnastica e vado... se non mi vedete scrivere per un po' vuol dire che gli americani non hanno ancora chiara la differenza tra football e soccer e che sono stato vittima di un placcaggio da super bowl! :)

sabato 10 aprile 2010

Viva gli sposi!!!

Oggi il pensiero vola rapido oltreoceano, vicino a due amici speciali: Elisa e Fulvio, che oggi si sposano!

Avrei voluto essere presente anch'io, suonare alla cerimonia, fare festa con loro.. è andata diversamente, ma mi sento ugualmente vicino. Li conosco da tempo: assieme a loro ho condiviso momenti di festa, di preoccupazione, campiscuola, serate in allegria, vacanze al mare ... :)

Oggi per loro inizia un viaggio speciale: una nuova famiglia, nuovi progetti, nuove sfide, nuove conquiste. Le famiglie e gli amici li accompagnano in questo momento, e tutto il creato risuona e gioisce con loro.

E' bello vedere che ci sono persone capaci di incontrarsi, di riconoscersi, di affidarsi l'una all'altra e buttarsi con serenità e un pizzico di follia in una nuova vita assieme. Vedere questo mi riempie il cuore di gioia e mi fa credere in un mondo migliore.

Quindi un augurio di cuore e un abbraccio forte a Elisa e Fulvio: che questo nuovo cammino possa portarvi tutta la gioia che desiderate!

venerdì 9 aprile 2010

Connessione Internet

Finalmente ho la connessione internet in appartamento!!! Prima parte della mattinata spesa per il setup... ora funziona, non mi sembra particolarmente veloce, ma è + che sufficiente. Questo vuol dire che posso navigare, controllare le mail, chattare, postare sul blog tranquillamente anche da casa, senza doverlo fare esclusivamente dall'ufficio! Benon!

Ora però è meglio che vada, perchè son già le 10.00 e sono ancora a casa!!!

Ciaooooooo

mercoledì 7 aprile 2010

The Denver Brass

Ieri sera all'auditorium del campus (a 200 metri da dove ho l'ufficio!) c'era l'ensemble di ottoni di Denver (The Denver Brass appunto) in concerto... potevo non andare? Ovvio che no!!! Se non sento una band di ottoni qui in America, patria del jazz e delle big band, dove la sento?!?

Ah, giusto per non dare niente per scontato... gli ottoni sono quella famiglia di strumenti a fiato che comprende trombe, tromboni, corni, tube, flicorni...(vedi figura sotto). Sono generalmente costruiti in ottone (ma va?), si caratterizzano per l'imboccatura a bocchino e permettono di differenziare le note cambiando la frequenza di vibrazione delle labbra e cambiando le posizioni dei pistoni (ovvero i tre pulsanti della tromba, per esempio) o della coulisse (ovvero l'asta allungabile del trombone).



Anyway, vado al concerto, pensando di trovare una Brass Band scoppiettante, repertorio jazz alla Duke Ellington, con direttore scatenato che dirige ballando la breakdance. E invece no.

Niente supporto ritmico (no basso, no batteria, no piano o chitarra), solo ottoni (4 trombe, 2 corni, 2 tube, 3 tromboni) e due percussionisti (prevalentemente ai timpani, vibrafoni-xilofoni-glockenspiel, campane tubolari, piatti...).

Ma l'ensemble era fantastico così: suono molto caldo, pastoso e avvolgente, i diversi timbri ben equilibrati e intonati (e con gli ottoni non è per niente facile), brani morbidi con molta cura del fraseggio, della cantabilità e dell'espressione, un direttore molto attento con un gesto armonioso che sembrava dirigesse un coro! Bravi. E chiaramente, dopo una prima parte del concerto in cui han dato il meglio nella fusione e nella cantabilità (cimentandosi anche con un arrangiamento ben riuscito del "Nessun Dorma" di Puccini), si sono lanciati sul jazz e han tirato fuori energia, ritmo, improvvisazione... tutto quello che uno si aspetta da una Brass Band. Bene bene. Niente male per essere il primo concerto che ascolto qui!

Ovviamente a fine concerto ho preso un loro CD e vi lascio una traccia: un Medley dall'opera Porgy and Bess di Gershwin (per intenderci, quella che contiene Summertime). L'inizio è molto lento e cantabile.. abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo per sentire un po' di sano jazz groove.

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Mentre ascoltate fate caso a come i diversi timbri vengano alternativamente valorizzati (la brillantezza delle trombe con tutti i possibili effetti, la cantabilità dei corni, la sinuosità grave dei tromboni...) e come il tutto riesca in vari momenti a fondersi con molto equilibrio e gusto. Buon ascolto.

martedì 6 aprile 2010

Metapost

Ci sono vari amici che rispondono ai miei post scrivendomi via mail.. Grazie a tutti, siete splendidi!

Però... non abbiate paura di commentare direttamente sul blog, non è difficile! Per commentare è sufficiente:

1- cliccare sul titolo del post (in alto) o sul link "n commenti" in basso a fine post;
2- scrivere qualcosa nella spazio bianco;
3- selezionare un profilo dal menù a tendina: se non avete un account potete
- scegliere "Nome/URL" e specificare il nome (reale o fittizio) oppure
- scegliere "Anonimo";
4- cliccare il pulsante "Posta commento".

Semplice no? Provare per credere :)

lunedì 5 aprile 2010

Una Pasqua alternativa.

Eh già: è stata davvero una Pasqua diversa dal solito.
Sveglia ore 6.40 (non è masochismo.. per ora il mio organismo funziona così) alle 8.00 ero in chiesa per la prima celebrazione, che è stata molto piacevole.

Mi hanno colpito varie cose, ma per ora ve ne racconto solo una: c'erano tre persone che col microfono guidavano l'assemblea nel canto. Ebbene, questi cantori mentre cantavano... SORRIDEVANO. Con un sorriso stampato da un orecchio all'altro (sincero, non costruito) per tutta la durata di tutti i canti. Vi sembra scontato? No! Troppo spesso (nelle nostre chiese, ma anche nelle sale da concerto) vedo cori interi che cantano con una faccia triste, seriosa, che verrebbe da prenderli a sberle!!! E chi ha cantato con me sa quanto stresso l'anima sul fatto di sorridere mentre si canta! Voglio dire.. a parte rare occasioni (che so, messa del venerdì santo, requiem di Mozart...) chi canta è un messaggero di serenità e gioia: riusciamo almeno ad abbozzare un sorriso o è chiedere troppo?!? Lo stato interiore del cantore è più rilassato e positivo, la qualità tecnica del suono migliora, hai una forte presa sul pubblico perchè con lo sguardo innesti un canale non verbale potentissimo (e si sa che la comunicazione non verbale, specialmente quella degli occhi, può essere + comunicativa di tutto il resto).. insomma provare per credere! Vi assicuro che ascoltare qualcuno che canta sorridendo è tutta un'altra cosa!

Comunque, finita la prima celebrazione, colazione-buffet collettiva dalle 9 alle 10: in quel mentre ho conosciuto un po' di gente e scambiato varie idee sul lavoro, l'università, la chiesa, la religione, la vita (aiutoooo! il mio vocabolario personale non è ancora in grado di affrontare questi argomenti!!!) e poi alle 10 celebrazione principale con altra band, altri canti, altro sermone superlanciato... è durata un'ora e mezza ma non è stata pesante.

Pranzato in rapidità, da solo, poi un salto in ufficio a fare telefonate di auguri e a rispondere a qualche mail (non ho ancora la connessione a casa!). Poi tornato a casa che alle 16 mi venivano a prendere: ero invitato a cena da una famiglia del posto.

Avevo preso al supermercato un paio di bottiglie di vino italiano (un Chianti e un Pinot Grigio friulano.. mi spiace ma non ho trovato vini veneti!) e la cosa è stata molto gradita (qui hanno una sorta di venerazione per i prodotti italiani!). A cena c'erano praticamente 4 famiglie: 4 coppie di adulti e 7 ragazzini (mannaggia... niente americane 25enni...vabbè... andrà meglio al prossimo invito!). Tutti molti accoglienti, cordiali e divertenti, con delle facce che sembravano uscite da una pellicola holywoodiana: il nonno era la fotocopia di Klint Eastwood e quando mi raccontava qualcosa iniziava in modo grave con "When I was your age..." (ndR "Quando io avevo la tua età"); un altro era in T-shirt da baseball e baffetti alla Magnum P.I.; la padrona di casa aveva una faccia simpaticissima e faceva una battuta dietro l'altra che sembrava la protagonista di una sit-com (in alcuni momenti mi immaginavo il pubblico che rideva in sottofondo!). Anyway, mangiato bene, chiacchierato abbondantemente (capito meno della metà di quello che dicevano quando parlavano tra loro, ma non importa!), saluti e arrivederci di rito... e per la cronaca, sono stati così gentili da darmi un piatto col cibo avanzato pronto da scaldare.. ho cercato gentilmente di rifiutare ma la padrona (quella della sit-com) mi ha guardato ironicamente seria e mi ha detto "You must take it: we care about our post-doctoral student!" (ndR "Devi prenderlo: noi ci prendiamo cura dei nostri studenti post-doc!").. beh.. come puoi rifiutare?

Alle 20.30 ero a casa, alle 21.00 ero già a letto e la luce spenta.

Il giorno di pasquetta qui non lo festeggiano, quindi giornata lavorativa normale, campus operativo, ho studiato, programmato, chattato, aggiornato il blog :)

Adesso stacco e vado a fare un po' di spesa (suppellettili e detergenti vari) e poi a casa... per stasera ho già la cena pronta :)

sabato 3 aprile 2010

Buona Pasqua!

Un caloroso augurio di Buona Pasqua!!!

Spero che per tutti voi sia una Pasqua di gioia piena e serenità vera, e che possiate essere vicini alle persone che più vi stanno a cuore... e non intendo vicinanza fisica: negli ultimi giorni abbiamo dimostrato empiricamente che le distanze non contano! ;)

E vi faccio gli auguri con una canzone che ho sentito per la prima volta tre anni fa, quaresima 2007: ero andato con un'amica ad una scuola di preghiera (ero andato... diciamo che mi ci aveva trascinato :)... grazie Marty!). Al canto conclusivo sono rimasto sconvolto: immaginatevi una suora piccolina che prende la chitarra classica e inizia a ricamarci sopra un ritmo funky da paura! Wow! E' stato amore a primo udito: reperito mp3, testo, accordi, e imparata subito, con gran soddisfazione di tutti i coristi :)

Che dire, il pezzo è un davvero forte: ritmo travolgente, un basso che sostiene e si muove bene, chitarra spensierata, violini d'atmosfera, rap molto stile "yeah yeah brother" per un testo bello denso, ritornello che ti entra dritto in testa, finale col coro in controcanto... fenomenale! Alla faccia dei puristi-solo-canto-gregoriano-a-messa!

venerdì 2 aprile 2010

Ho una Casa

Obiettivo di ieri: sistemarsi nell'appartamento definitivo, dato che nei primi due giorni ero provvisoriamente in un motel.

Dopo una giornata in ufficio (prevalentemente a studiare e a leggere un articolo), sono andato all'appartamento con Karen, gentilissima e superefficiente segretaria del dipartimento che aveva preso i contatti e avviato la procedura per la mia sistemazione. Li' ho firmato il contratto e sono entrato.

Wow, che grande! Cucina-soggiorno spazioso con tavolino sedie e divani; camera grande con letto una piazza e mezzo / matrimoniale (non ho ben capito), comodino, como', armadio a muro; bagno standard.

Bene, approved! Unico inconveniente: vuoto. No piatti, no pentole, no tenda per la doccia, no asciugamani, no lenzuola, no coperte, no cuscini...
Ok, no panic. Sono le 18.00, nuovo obiettivo: recuperare l'essenziale (almeno lenzuola e coperta...) per iniziare a riempire questo bell'appartamento vuoto.

In realta' era anche giovedi' santo e volevo riuscire ad andare a qualche messa in serata. Mi viene in mente che tra l'appartamento e il campus avevo addocchiato una chiesetta e poco distante un supermercato: ok, prendo la bici e mi avvio, qualcosa avrei trovato.

Arrivo nei pressi della chiesa, vedo movimento di macchine, qualcuno che entra. Il supermercato e' poco + in la'. Penso: "ok, entro in chiesa, chiedo gli orari delle funzioni, mi regolo e vado a fare la spesa".

Entro dalla porta principale che pero' non da' nella chiesa, bensì un in salone, dove ci sono vari tavoli preparati per la cena e gente seduta che chiacchiera. "Uff, sono incappato in una cena parrocchiale (tipo le nostre serata Polenta-E-Baccalà in parrocchia).. vediamo di reperire orari delle messe e defilarci al più presto!!!". Individuo due signore dalla faccia amichevole che parlano tra loro, mi avvicino e chiedo quando c'è messa. La signora mi sorride e mi risponde molto gentilmente "La messa è alle 10 alla domenica. Ma di dove sei? Italia? Quando sei arrivato? Come mai da queste parti? Qui fra un po' c'è una cena comunitaria molto frugale, poi leggiamo le letture del giovedì santo, dai, fermati!" Nel giro di due minuti mi aveva presentato ad alcuni amici, al prete, a suo marito e ai suoi quattro figli e mi sono ritrovato seduto a tavolo con loro! Nei successivi 5 minuti avevo racimolato un invito per giocare a calcio le domeniche, per partecipare ad un gruppo di preghiera il venerdì mattina, e ben due inviti per il pranzo di Pasqua! Wow!!! Non mi capacitavo della cosa!

Improvvisamente il bisogno di andare al supermercato era svanito, lì stavo bene. Non li conoscevo, non sapevo di preciso a che ramo religioso appartenessero (Chiesa Presbiteriana.. boh, mi informerò) e se fossero in conflitto con qualche dettame teologico della chiesa cattolica... ma vedevo chiaramente che era gente cordiale, che si voleva bene, che amava il prossimo, che aveva piacere di stare assieme, di ricordare Qualcuno che 2000 anni fa ha cambiato il mondo e di affidarGli le proprie preghiere. E questo mi bastava.

Dopo la cena frugale, le letture attorno alla tavola e le preghiere spontanee dette in chiesa, ho salutato i nuovi amici con un arrivederci alla funzione del venerdì santo e alla messa di Pasqua e sono tornato in appartamento, erano più o meno le 21.30.

Per la notte... pigiama+felpa+tuta sono più che sufficienti!!!

La cosa importante è che adesso ho una Casa.

mercoledì 31 marzo 2010

My first day

Ok, il primo giorno è andato!
Nel giro della mattinata avevo già un ufficio, chiavi per entrare e uscire, un account di posta e uno spazio web, un'assicurazione medica, una mappa del campus, alcuni indirizzi mail da contattare per entrare addentrarmi nella vita universitaria... non male!

Al pomeriggio summit introduttivo con i miei due supervisori che mi hanno spiegato a grandi linee cosa dovrei fare.. anche se confesso di non averlo ancora capito... ma è solo il primo giorno, non c'è fretta!! Poi ascoltato un seminario noioso e inutile; infine ho ripassato un po' di ASP (= Ancora Software Pallosi) e installato i relativi software per iniziare a lavoricchiare.

Il tutto mentre chattavo con qualche amico nottambulo, leggevo mail inaspettate, e in sottofondo i Modena City Ramblers e un po' di malinconia.

Qualcuno giorni fa mi ha detto "Guarda Raffa, vai alla grande, in New Mexico ti fai una nuova vita!". Uhm... vero. Ma anche no: in qualsiasi esperienza che facciamo, per quanto radicalmente diversa e nuova, non partiamo mai da zero. Una nuova pagina bianca, tutta da scrivere, prende vita solo perchè prima ce ne sono state altre, scritte con intensità e cuore. La cosa più importante è riuscire fermarci ogni tanto e chiederci cosa stiamo scrivendo e perchè, e cercare di dare un senso alla nostra storia.

E dopo questo delirio autopsicanalitico, meglio che vado a dormire: domani c'è un'altra pagina che mi aspetta.

Arrivato!

Sono arrivato!

E' stata una giornata lunga, nel vero senso della parola. Non tanto per la sveglia presto (che a dire il vero non l'ho neanche messa.. ho fatto tutto un dritto la scorsa notte!), nè per il viaggio lungo (Grumolo-Venezia-Amsterdam-Atlanta-ElPaso-LasCruces!): volando a ovest la giornata sembra + lunga, non ti rendi conto che ora è, in aereo ti portano da mangiare in continuazione e non capisci se ti protano il secondo pranzo, lo spuntino o la cena... diciamo che il fuso ti fonde un po' la percezione del tempo!

A parte gli scherzi, è stata una giornata di transizione: da una parte vedevo in avanti una nuova avventura con un sacco di aspettative, curiosità; dall'altra ripensavo alle ultime settimane e mi facevano (e mi fanno tuttora) compagnia i saluti e le parole fatte con gli amici (e le note dei Modena City Ramblers).

E tra tutti i saluti e i pensieri che mi porto dietro, ne ho scelti due per questo primo post: due regali inaspettati dai miei due cori preferiti :)

Grazie a tutti per il supporto!

Adesso vado a nanna che domani devo cercare di essere meno rinco del solito...

Notte a tutti