Ebbene sì, mi sono infiltrato tra i baritoni del coro del campus. Un decina di giorni fa ho mandato email praticamente a mezzo dipartimento di musica, chiedendo informazioni sulle attività e se potevo partecipare a qualcosa. Tra le varie proposte, quella di unirmi subito al coro del campus, un paio di prove e poi subito in concerto sabato e domenica (ieri e oggi!). Ok! No problem, ho una discreta lettura a prima vista e una certa esperienza corale.. posso farcela.
Così ho conosciuto la direttrice del coro (sulla 50ina, molto simpatica e preparata) che mi ha accolto subito con entusiasmo, e gli altri coristi, circa cinquanta elementi. Sono molto curioso di vedere come fanno prove qui e non c'è modo migliore che farlo da dentro.
Alla prima prova ho realizzato subito che il gruppo era affiatato e cantavano tutti molto volentieri e convinti. La direttrice aveva le idee musicali molto chiare e un gesto preciso. Però il suono non era molto fuso, l'intonazione a volte precaria. A volte dalla mia sezione sentivo nuvole sonore senza riuscire a percepire una nota chiara. Aiutoooo! Certo.. i brani erano un po' impegnativi, ma ciò non dovrebbe giustificare un'esecuzione traballante. E a prove ogni tanto restavo allibito: dopo esecuzioni da pelle d'oca (e non in positivo) dove c'erano sezioni terribilmente calanti, note svizzere, problemi di assieme... la direttrice tirava fuori l'ottimismo positivo che solo gli americani possono avere: "Bravi ragazzi, mi piace, state facendo un ottimo lavoro, non era male, funzionerà, gran bel suono, attenti solo bassi a non calare..la ripetiamo, bene!". Alla faccia! Ok il positivismo, ma se una cosa non funziona.. non funziona!
Il senso di tutto questo l'ho capito dopo un po'. Questo è il Campus Choir: tutti possono partecipare, nessuna audizione, nessuna particolare dote richiesta, solo voglia di cantare. Si canta, ci si butta nella mischia, ci si diverte, si cerca di fare buona musica al meglio, ma senza avere pretese di esecuzioni perfette da sala di incisione. L'obiettivo? Ce l'ha ripetuto un sacco di volte alle generali e al conerto: "Enjoy the Music, have fun!", ovvero "Gioite con la musica, divertitevi!".
Ancora prove la mattina del concerto, poi prova generale al pomeriggio, poi sabato sera.. in scena! C'eravamo noi, un coro "anta" e il coro Gospel del campus. Ognuno ha fatto le sue esecuzioni e poi i brani finali assieme (provati per la prima volta alla generale del pomeriggio!). Il tutto accompagnato da band pianoforte-basso-batteria.
Ed effettivamente è stato un bel concerto! L'adrenalina fa miracoli e alcune cose si sono risolte solo per grazia divina! Sinceramente su alcuni punti non so ancora che note abbiamo cantato (anzi probabilmente ciascuno dei baritoni cantava una nota diversa e non scritta in partitura!)... ma non importa: è il campus choir, l'obiettivo è "Enjoy the Music, have fun!": e quando canti spiritual, con la band sotto che tira, la direttrice che dirige con la faccia spiritata alla Whoopi Goldberg in Sister Act, i coristi sorridenti, il pubblico che batte le mani.. che te frega se una nota è calante o meno?!? Sicuramente (e per fortuna) l'esecuzione di ieri sera non rimarrà nella storia, ma è stato divertente. E intanto tutti hanno provato l'ebrezza del canto corale, qualcuno magari ci ha preso gusto e proverà ad entrare nel coro + selezionato, sicuramente ci siamo divertiti e abbiamo regalato una serata di festa al pubblico. E inoltre, da non sottovalutare, ho cominciato a fare amicizia con i miei colleghi baritoni. (Sì, lo so, devo concentrarmi sulle soprano, lo so! Ma prima di tutto devo entrare nel branco ;)... il resto viene da sè!)
Stamattina (domenica) altro appuntamento: animazione della messa in una chiesa metodista. Abbiamo riciclato i brani del concerto, aggiunto un brano imparato la mattina, cantato assieme al coro del posto. La direttrice sempre sorridente, piena di complimenti per tutti, sempre positiva! Tutto molto moooolto easy! I like it! ("Mi piace")
Ora immagino che qualcuno di voi sarà stupito: "Com'è che Raffa, musicista preparato e rigoroso, è propenso a questo banale dilettantismo americano?". Buona osservazione. Vediamo di capirci.
DILETTANTISMO e PROFESSIONISMO in musica non sono come il diavolo e l'acqua santa. Sono entrambi ugualmente dignitosi e e ugualmente indispensabili nelle nostre città.
DILETTANTISMO è quando si fa musica principalmente per il piacere di farla (per "diletto" appunto, nel significato etimologico del termine, senza accezione negativa), certo, con un certa disciplina, ma essenzialmente funzionale al gusto di stare assieme, di assaporare belle melodie, belle canzoni, per una gratificazione nostra.
PROFESSIONISMO è quando, oltre a questa componente di diletto (e sottolineo: oltre a questa componente), vogliamo un'esecuzione impeccabile, fedele al pensiero del compositore, curata in tutti i dettagli, senza imprecisioni, con tutti i carismi e la prassi esecutiva che il brano in questione richiede.
La cosa importante è una sola: dichiarare subito dove ci collochiamo, se da una parte o dall'altra. Musicisti per diletto? Benissimo: divertiamoci, suoniamo, cantiamo, facciamolo con gusto e cerchiamo di tirar fuori momenti di buona musica, senza grosse pretese. Musicisti per professione? Benissimo: divertiamoci, e in + mettiamoci il rigore e l'arte che abbiamo studiato a fondo, per rendere il tutto ancora + gustoso.
Per come la vedo io, a sfasciare il tessuto musicale delle nostre città e a creare le solite faide sono:
- gruppi di dilettanti impreparati che si pongono come grandi maestri di filologia musicale: pretendono di fare con i propri ensemble repertori difficili e di essere riconosciuti come portatori di grande cultura; va a finire che 1) si scagliano contro (e rubano spazio a) i veri professionisti 2) visto che ormai si autoconsiderano professionisti, guardano con disprezzo gli altri innocenti gruppi di dilettanti;
- gruppi di professionisti che eseguono repertorio impegnativo anche in maniera impeccabile, ma non sono in grado di trasmettere NIENTE al pubblico, perchè, preoccupati del rigore musicale, si dimenticano di divertirsi e suonano con la faccia scura e truce; poi va a finire che 1) si scagliano contro i dilettanti (principalmente per invidia) 2) fingono disperatamente di divertirsi (mai visto seriose corali sacre finire un concerto con un uno spiritual? Aiutoooo!!!)
Per me non c'è cosa + bella di vedere un professionista mettersi a suonare con un gruppo di ragazzi in maniera spontanea e spensierata o vedere un dilettante che ci prende così gusto da iscriversi ad una scuola di musica per coltivare con arte la propria passione e diventare un professionista.
Alla fine della fiera, la cosa importante è essere consci dei propri obiettivi. E in ogni caso, che tu sia dilettante o professionista la chiave è la stessa:
Enjoy the Music, have fun!!!