E' strano essere in New Mexico e trovare in programma per il concerto di primavera dei cori universitari.. il "Requiem" di Giuseppe Verdi!!!
Innanzitutto ti fa sentire orgoglioso di essere italiano: ci sono tante cose che esportiamo nel mondo con forti apprezzamenti.. ma con la musica made in Italy possiamo davvero andare sul sicuro (almeno per la classica)!
Poi ti rendi conto di come qui abbiano una forte sensibilità per tutti i generi musicali, senza preconcetti, anzi, una vera e propria "fame" di musica: voglia di ascoltare di tutto, di sperimentare anche repertori distanti dalla propria sensibilità. E non lo fanno per diletto o per curiosità: lo fanno in maniera strutturata, all'interno delle facoltà di musica, delle associazioni liriche, con tutta la professionalità del caso.
E chiaramente scattano i confronti: quanti conservatori da noi hanno progetti in cui il coro prepara un'esecuzione "importante" di questo calibro? Effettivamente ce ne sono dai, pochi ma ce ne sono! E Padova è tra questi: l'anno scorso abbiamo preparato il Requiem di Brahms (c'ero anch'io nei bassi;)! ) ed eseguito assieme ad un coro e direttore tedesco, con orchestra completa (tutto merito dell nostra vicedirettrice Marina, ottima docente e direttrice di coro).
Ma torniamo alla New Mexico State University. Chiaramente oggi pomeriggio sono andato a sentire il concerto: ero curioso di vedere come si cimentava il top-choir dell'università (ovvero il coro selezionato) con un brano che non è proprio nelle loro corde. Voglio dire.. noi italiani se ci mettiamo a fare spiritual o jazz possiamo essere in difficoltà... se gli americani si cimentano col repertorio classico europeo e ci dan filo da torcere beh.. allora c'è qualcosa da rivedere!
Ah, parentesi divulgativa: forse qualcuno di voi non ha presente il Requiem di Verdi.. ma sicuramente ne avete sentito il Dies Irae (in qualche film, o pubblicità).. giusto per intenderci, vi posto uno spezzone del Dies Irae eseguito da coro e orchestra filarmonica di Berlino sotto la direzione di Abbado.
(Poi ditemi se non è rock questo!!!)
Ad ogni modo, arrivo alla sala del concerto e inizio ad osservare.
Da un punto di vista formale niente da dire, tutti (coristi e orchestrali) in tenuta elegante da gran concerto, molto disciplinati nella postura e nei movimenti minimi richiesti (alzarsi, sedersi, aprire la partitura). Noto subito che l'orchestra è un po' scarna di archi: solo 13, contro 11 legni, 11 ottoni e circa 70-80 coristi.
Ok, mi preparo a tendere le orecchie per sentire i violini.. e si comincia.
Il coro devo dire che inizialmente (sul Kirie, primo brano) era un po' timido e poco convinto. Forse doveva solo prendere confidenza col debutto in pubblico dello spettacolo, perchè al pezzo successivo (il Dies Irae) ha tirato fuori voce, grinta, e compattezza, che ha tenuto fino alla fine. Un encomio per la pronuncia latina: bravi! Non avrei mai detto che erano americani, han fatto un buon lavoro.
Bene i quattro solisti. Cantanti lirici di professione, esterni, gente che lavoro stabilmente in produzione liriche negli States.
L'orchestra a essere sincero non mi ha entusiasmato: non aveva molto nervo e la qualità esecutiva di certi passaggi non era granchè (non intonatissimi, non un bel suono, a volte non precisissimi col ritmo). Probabilmente non era un'orchestra stabile, ma creata per l'occasione, e la direttrice, per quanto brava e musicalmente preparata, si vedeva che aveva benissimo in pugno il coro, ma non altrettanto l'orchestra. Non so come spiegarlo, non han fatto nessuna stecca e nessuna scollatura ritmica... però mancava quel non so che... di.. "grinta", ecco , chiamiamola così.
Oh, cmq sto andando sul sottile... nessun errore o intoppo grosso, ma neanche lontanamente paragonabile al video di Abbado di cui sopra :)
Cmq, il concerto è finito con applausi scroscianti, e standing ovation della sala. Effettivamente è stato un bel concerto, il Requiem di Verdi era proprio lui, suonato e cantato bene, tutti l'abbiamo gustato e apprezzato. Giusto per capirci: l'ho ascoltato volentieri e ci tornerei.. ma se a fine concerto mi propongono di comprare il CD con la loro incisione.. beh.. glielo lascio lì!
Anzi no, forse glielo comprerei lo stesso. Non tanto per l'esecuzione (meglio un CD dei Berliner!), ma per incoraggiamento: è importante che loro l'abbiano eseguito; è importante che gli studenti di una città in mezzo al deserto, al confine sud degli States, abbiano studiato e cantato un'opera musicale eterna e splendida; ed è importante che tutta la città abbia potuto apprezzarla dal vivo.
Alla fine la musica è e deve essere per tutti e quindi è bene che tutti abbiano la possibilità di farla e di ascoltarla. Ovviamente con tutta l'umiltà e lo studio del caso (e c'era), ma senza pretendere l'esecuzione perfetta.
Sappiamo che la perfezione in musica non si raggiunge mai: è un obiettivo a cui perennemente cerchiamo di avvicinarci, un eterno stimolo a migliorarci.
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