Ciao a tutti!!! Sorpresa...alla fine ho deciso di aprire un blog!!! Un po' perché ho voglia di documentare questi mesi in New Mexico che si preannunciano belli densi, un po' perché un sacco di amici mi han detto "Scrivi mi raccomando, non sparire...", un po' perché so già mi mancheranno le chiacchiere che facevo con voi nelle occasioni più diverse (e chattare con 8 ore di fuso non sarà facilissimo).. insomma.. qui troverete impressioni, racconti, foto, pensieri, aneddoti dei prossimi mesi... spero vi faccia piacere fermarvi a curiosare e lasciare qualche commento ;)

Un abbraccio a tutti

Raffa

giovedì 29 aprile 2010

Amatriciana!

Ogni tanto decido che è il caso di farmi una pasta: non è che sono in astinenza da cibo italiano.. è che sempre messicano / mensa / McDonald.. stufa!

Gli ingredienti base si trovano al supermercato senza problemi: spaghetti De Cecco, olio extravergine di oliva Bertolli, parmigiano già grattato in coppetta (marca italiana sconosciuta.. ma sa da parmigiano!). Bene.

La prima volta sono andato sul tradizionale: pasta a all'olio, con spolverata di parmigiano. Facile. La seconda volta ho aumentato un po' la complessità, rimanendo comunque in zona sicura: pasta al tonno. Facile (il tonno non sapeva proprio proprio da tonno, ma era un buona approssimazione). Era il momento di fare un passo verso qualcosa di + ardito. Dunque, cosa possa fare di saporito ed elaborato con ingredienti che posso trovare facilmente qui? Pensa e pensa...beh, in Messico sono famosi per i peperoncini, in America vanno matti per il bacon (pancetta), la salsa dovrebbe essere standard.. trovato: pasta all'amatriciana!

Primo obiettivo, trovare gli ingredienti. Al supermercato i peperoncini li ho trovati subito, e pure la salsa (anche se ho perso tempo a scegliere la salsa di pomodoro + neutra possibile, tra i 1000 tipi di salse aromatizzate nei modi + assurdi!!!). Trovare la pancetta è stata un'impresa: al banco frigo, niente; zona carni, niente; banco affettati, niente; reparto surgelati niente; omogeneizzati (magari plasmon al bacon!), niente; liofilizzati (gli americani sono ingrado di avere inventato il bacon in polvere...), niente ; insomma gira e gira mezz'ora per il supermercato .. niente. Alla fine butto l'occhio per caso e trovo il bacon, indovinate dove? Al reparto per la colazione! Voglio dire... colazione!!! In mezzo a latte, uova, yogurt, succo'arancia... la pancetta!!! Vabbè, è vero, qui sono abituati così.. contenti loro! Noto comunque con stupore che NON esiste la pancetta a cubetti: solo a strisce (da fare alla piastra e servire a colazione appunto.. brrrr). Mi adatto, prendo una confezione e a casa.

Ora la parte divertente, cucinare: olio di oliva in padella a scaldare; nel frattempo taglio alcune strisce di pancetta in pezzetti + piccoli; quando l'olio è ben caldo spezzo dentro un peperoncino e lo faccio sfrittellare un po'; a questo punto aggiungo la pancetta che inizia a rosolarsi, insaporirsi e impiccantirsi :) E la pancetta inizia anche drammaticamente a rilasciare nella padella una quantità spropositata di grasso... ma non importa. Nel frattempo ovviamente l'acqua in pentola bolle e butto la pasta. A pancetta rosolata abbasso il fuoco (per evitare disastri) e aggiungo 5-6 cucchiai di salsa. La salsa inizia ad asciugarsi e ad amalgamarsi con la pancetta, gli spaghetti sono ormai pronti, scolo, riverso gli spaghetti scolati in padella, ultimi due minuti sul fuoco per amalgamare il tutto, poi riverso sul piatto (di plastica!uff...), spolverata finale di parmigiano, e pronti a tavola!

Uhm... sa di pasta all'amatriciana, approved! Mangiata di gusto. Un paio di cose non proprio al top: non sento molto il piccante.. e sì che qui i peperoncini dovrebbero essere super!!! E più che spezzarlo e sfrittellarlo nell'olio non saprei che fare.. vabbè, riproverò. E poi.. il grasso della pancetta... ne è uscito taaanto... il mio fegato al momento sta arrancando e minacciando lo sciopero della fame...ok ok la prossima volta prometto che tolgo la parte bianca della pancetta.. o che faccio scolare il grasso... sì promesso, per ora resisti dai, domani riso in bianco...

In conclusione, basta reperire degli ingredienti base decenti, avere due fornelli, pentola e padella e il procedimento per farsi un buon piatto di pasta italiano è sempre quello, col risultato assicurato. Questo mi rassicura.

Prossimo step?

Carbonara! Of course!


(No, tranquillo, non domani, domani riso in bianco, promesso, carbonara la settimana prossima...!!!)

mercoledì 28 aprile 2010

Manna

Bene bene bene.. oggi ero a prove con il Top Choir... ma delle prove con il Top Choir vi racconto un'altra volta, perchè meritano un discorso a parte.

Dopo prove mi sono fermato un po' a chiacchierare e a chiedere informazioni varie, e ho scoperto due cose mooooolto interessanti, che sono DETERMINANTI per la mia permanenza qui e che forse rischiano di compromettere definitivamente la mia produttività informatica.. o forse di incrementarla.. non so, vedremo!

Ad ogni modo, prima notizia: mi hanno indicato un'ala del Music Building al secondo piano adibita a "Practice Room" ovvero, "stanza di allenamento": ci sono circa 40 box insonorizzati, della dimensione 2 metri x 1,5 circa, ciascuno contente un pianoforte verticale, un paio di sedie, un leggio, prese per la corrente. Aperta 24 ore al giorno, 7 giorni su sette, accesso libero!!! Il che vuol dire che in qualsiasi momento chiunque (me compreso) può andare, entrare in un box e stare quanto vuole ad esercitarsi al pianoforte, a provare con altri musicisti, a comporre... insomma, davvero un lusso. E mi viene da pensare a come siamo presi al conservatorio di PD: c'è una tale carenza di aule, che se vuoi un'auletta con pianoforte per studiare un'oretta al pomeriggio, devi solo sperare in un miracolo di S. Antonio!

Seconda, e ultima, notizia del giorno: mi hanno detto che alla biblioteca centrale del campus c'è una sezione dedicata interamente alle partiture corali e orchestrali! Il che significa che mi metterò in pianta stabile in biblioteca a sfogliare tutto lo sfogliabile e a fare fotocopie delle cose + interessanti! Anzi, meglio che mi procuro un scanner e passo direttamente tutto sul portatile!

Bene bene, e ora a nanna :)

lunedì 26 aprile 2010

Stile PhD Comics...

Oggi al lavoro mi aspettavo un déjà vu (ndR vedere una delle puntante precedenti).. e invece no: niente déjà vu, ma una scenetta comica (o tragicomica se vogliamo!), degna di PhD Comics.

(Ah, per la cronaca.. PhD Comics è una serie di fumetti comici sulla vita assurda di dottorandi e ricercatori: servono principalmente per sdrammatizzare e farci sentire meno idioti... a volte sono divertenti, a volte provocano irrimediabili danni psichici :) Vi posterò qualcosa...).

Ma torniamo a noi: stamattina, dopo aver sistemato un po' il codice, vado da Enrico (il capo!) per raccontargli la "brillante" idea che avevo avuto venerdì e che dovrebbe risolvere alcuni nostri attuali problemi informatici. Busso alla sua porta alle 10.00

R: "Ciao Enrico, hai un minuto?"
E: "Uhm.. lasciami finire una cosa prima, facciamo fra 5 minuti? Passo io da te!"
R: "Ok, ciao".

Torno nel mio studio, e mi rimetto a sistemare alcune cosette sul codice... il tempo passa, e di Enrico neanche l'ombra. Arrivano le 12.00 e niente! Ok, ok è un capo molto impegnato, no problem, io ho cmq un sacco di lavoro da fare intanto. Alle 12.20 bussa con altri due colleghi "Andiamo a pranzo?" Ok ci avviamo a pranzo sapendo benissimo che in università si discute di ricerca a pranzo, a colazione, alla pausa-caffè... un posto vale l'altro!

Sulla via del bar mi fa:

E: "Allora, che mi racconti?"
R: "Ho avuto un'idea che.. "
E: (con ironia) "Un'idea geniale? Bravo , così mi piace!"
R: "Beh, non so.. semplicemente un'idea che dovrebbe risolvere i problemi della settimana scorsa.."
E: "Bene, ovvero?"
R: "Ecco, visto che abbiamo questo situazione, pensavo di applicare questa cosa e fare così e così."
E: "Giusto! Che è appunto quello che cercavo di spiegarti venerdì mattina!"
R: "..."
-.-
"ehm..."
"oops.. non avevo colto.. ci sono arrivato dopo.. con un rocambolesco percorso mentale..."
E: "Bene, l'importante è che in un modo o nell'altro ci sei arrivato!"
R: "Uhm, ok.. meglio che ci ordiniamo un panino..."
E: "Meglio, va!"

Della serie... come passare in un secondo dal sentirsi orgogliosi al sentirsi "orgoglioni" di un'idea :)

domenica 25 aprile 2010

Verdi's Requiem

E' strano essere in New Mexico e trovare in programma per il concerto di primavera dei cori universitari.. il "Requiem" di Giuseppe Verdi!!!

Innanzitutto ti fa sentire orgoglioso di essere italiano: ci sono tante cose che esportiamo nel mondo con forti apprezzamenti.. ma con la musica made in Italy possiamo davvero andare sul sicuro (almeno per la classica)!

Poi ti rendi conto di come qui abbiano una forte sensibilità per tutti i generi musicali, senza preconcetti, anzi, una vera e propria "fame" di musica: voglia di ascoltare di tutto, di sperimentare anche repertori distanti dalla propria sensibilità. E non lo fanno per diletto o per curiosità: lo fanno in maniera strutturata, all'interno delle facoltà di musica, delle associazioni liriche, con tutta la professionalità del caso.

E chiaramente scattano i confronti: quanti conservatori da noi hanno progetti in cui il coro prepara un'esecuzione "importante" di questo calibro? Effettivamente ce ne sono dai, pochi ma ce ne sono! E Padova è tra questi: l'anno scorso abbiamo preparato il Requiem di Brahms (c'ero anch'io nei bassi;)! ) ed eseguito assieme ad un coro e direttore tedesco, con orchestra completa (tutto merito dell nostra vicedirettrice Marina, ottima docente e direttrice di coro).

Ma torniamo alla New Mexico State University. Chiaramente oggi pomeriggio sono andato a sentire il concerto: ero curioso di vedere come si cimentava il top-choir dell'università (ovvero il coro selezionato) con un brano che non è proprio nelle loro corde. Voglio dire.. noi italiani se ci mettiamo a fare spiritual o jazz possiamo essere in difficoltà... se gli americani si cimentano col repertorio classico europeo e ci dan filo da torcere beh.. allora c'è qualcosa da rivedere!

Ah, parentesi divulgativa: forse qualcuno di voi non ha presente il Requiem di Verdi.. ma sicuramente ne avete sentito il Dies Irae (in qualche film, o pubblicità).. giusto per intenderci, vi posto uno spezzone del Dies Irae eseguito da coro e orchestra filarmonica di Berlino sotto la direzione di Abbado.




(Poi ditemi se non è rock questo!!!)


Ad ogni modo, arrivo alla sala del concerto e inizio ad osservare.
Da un punto di vista formale niente da dire, tutti (coristi e orchestrali) in tenuta elegante da gran concerto, molto disciplinati nella postura e nei movimenti minimi richiesti (alzarsi, sedersi, aprire la partitura). Noto subito che l'orchestra è un po' scarna di archi: solo 13, contro 11 legni, 11 ottoni e circa 70-80 coristi.

Ok, mi preparo a tendere le orecchie per sentire i violini.. e si comincia.

Il coro devo dire che inizialmente (sul Kirie, primo brano) era un po' timido e poco convinto. Forse doveva solo prendere confidenza col debutto in pubblico dello spettacolo, perchè al pezzo successivo (il Dies Irae) ha tirato fuori voce, grinta, e compattezza, che ha tenuto fino alla fine. Un encomio per la pronuncia latina: bravi! Non avrei mai detto che erano americani, han fatto un buon lavoro.

Bene i quattro solisti. Cantanti lirici di professione, esterni, gente che lavoro stabilmente in produzione liriche negli States.

L'orchestra a essere sincero non mi ha entusiasmato: non aveva molto nervo e la qualità esecutiva di certi passaggi non era granchè (non intonatissimi, non un bel suono, a volte non precisissimi col ritmo). Probabilmente non era un'orchestra stabile, ma creata per l'occasione, e la direttrice, per quanto brava e musicalmente preparata, si vedeva che aveva benissimo in pugno il coro, ma non altrettanto l'orchestra. Non so come spiegarlo, non han fatto nessuna stecca e nessuna scollatura ritmica... però mancava quel non so che... di.. "grinta", ecco , chiamiamola così.
Oh, cmq sto andando sul sottile... nessun errore o intoppo grosso, ma neanche lontanamente paragonabile al video di Abbado di cui sopra :)

Cmq, il concerto è finito con applausi scroscianti, e standing ovation della sala. Effettivamente è stato un bel concerto, il Requiem di Verdi era proprio lui, suonato e cantato bene, tutti l'abbiamo gustato e apprezzato. Giusto per capirci: l'ho ascoltato volentieri e ci tornerei.. ma se a fine concerto mi propongono di comprare il CD con la loro incisione.. beh.. glielo lascio lì!

Anzi no, forse glielo comprerei lo stesso. Non tanto per l'esecuzione (meglio un CD dei Berliner!), ma per incoraggiamento: è importante che loro l'abbiano eseguito; è importante che gli studenti di una città in mezzo al deserto, al confine sud degli States, abbiano studiato e cantato un'opera musicale eterna e splendida; ed è importante che tutta la città abbia potuto apprezzarla dal vivo.

Alla fine la musica è e deve essere per tutti e quindi è bene che tutti abbiano la possibilità di farla e di ascoltarla. Ovviamente con tutta l'umiltà e lo studio del caso (e c'era), ma senza pretendere l'esecuzione perfetta.

Sappiamo che la perfezione in musica non si raggiunge mai: è un obiettivo a cui perennemente cerchiamo di avvicinarci, un eterno stimolo a migliorarci.

sabato 24 aprile 2010

Prototipando

Settimana intensa questa, al lavoro intendo...

Lunedì pomeriggio avevo ultimato un piccolo prototipo software: funzionava solo sui dati elementari, ma faceva in piccolo tutto quello che dovrebbe fare il mio software finale. In pratica era come se, dovendo costruire una ferrari per gareggiare al gran premio, io
avevo realizzato un modellino in scala 1:100, con tutto l'occorrente: gomme, motore, trazione etc etc.. solo in scala! (Bah.. dettagli!)

Vabbè..vado da Enrico (il capo!) e gli dico tutto contento "Ho fatto un primo prototipo, mi sembra ok, funziona così e così.". E lui, serafico: "Bene! Però così è inefficiente: prova ad applicare questa e quest'altra idea. Fammi sapere."

Doh! Beh, però ha ragione: andate voi al gran premio di Imola con una ferrari scala 1:10! Ad ogni modo: settimana a studiarsi a fondo sul manuale varie librerie del linguaggio di programmazione, cercando di venirne a capo, con idee + o meno strampalate che la mattina ti sembrano geniali, poi ora del pomeriggio ti accorgi (non senza qualche imprecazione) che ti stai solo complicando la vita e cambi strada... insomma... prova e riprova, il bello (o brutto?!?) della ricerca!

Anyway, forse stasera sono finalmente riuscito a capire come applicare quello che mi serve: devo sistemare alcuni dettagli, ma ho la sensazione che finalmente ci siamo!

Lunedì andrò da Enrico (il capo!) e gli dirò tutto contento "Ho fatto un secondo prototipo, mi sembra ok, funziona così e così."

Uhm...prevedo un déjà vu... (!)


PS. Scusate se mi sono assentato un po' dal blog.. devo ancora prendere le misure con la tempistica... cmq ho un sacco di post in mente.. devo solo trovare il tempo di scriverli :) a presto!

domenica 18 aprile 2010

La reintegrazione

Sketch teatrale in atto unico



Personaggi


  • Pietro, pescatore.
  • Elisabetta, sua moglie.

Scena


La vicenda si svolge nella cucina della casa di Pietro e Elisabetta. Un tavolo e una sedia sono sufficienti.

Pietro dovrebbe essere vestito da "pescatore". (ad es. camicione, stivali, cappello alla Sampei).

Elisabetta è una casalinga, e dovrebbe indossare un grembiule, capelli raccolti con un foulard, e uno strofinaccio con cui pulisce energicamente la cucina.


Azione

[Mentre Elisabetta spolvera i fornelli dando le spalle all'entrata, Pietro entra in cucina, si precipita da lei, le fa fare una piroetta e le stampa un gran bacio.]

Pietro:Ciao amore! Stasera pesce e patatine! (ndR originale: "fish and chips", tipico piatto dei take-away americani)

Elisabetta:Grande! E' stata una buona pesca, allora!

Pietro:Assolutamente! 153 grossi pesci in totale. Ne abbiamo anche in abbondanza per …

Assieme:  … Marta, della porta accanto.

Pietro: Già.

Elisabetta:  Come avete fatto a prenderne così tanti?

Pietro:  Ti lascio indovinare!

Elisabetta:  Non quel Gesù un'altra volta! [Pietro annuisce] Oh - è pieno di sorprese quel Gesù.

Pietro: Già.

Elisabetta: Allora, cos'è successo?

Pietro:  Eravamo fuori a pescare, come sempre, e non stavamo prendendo niente...

Elisabetta:  Come sempre!

Pietro:  [ignorandola]... quando una voce dalla spiaggia "Gettate le reti dalla parte destra della barca". Quindi abbiamo pensato : "Già già, un marinaio che si crede un esperto". Ma ci siam detti: "Chi se ne frega!" e abbiamo provato e c'erano così tanti pesci, ma così tanti pesci, che siamo riusciti a tirarli su a fatica. Abbiamo quasi rotto le reti. Allora ho pensato "Un attimo! Mi sembra un Teggiavuuu" …(ndR originale "Dodgy View")

Elisabetta:  No caro, penso tu intenda un "Deja vu".

Pietro:  Beh, ad ogni modo, sai quella sensazione che quella scena fosse già successa prima? Ma certo che era successa prima, con Gesù! Allora ho realizzato che il tizio sulla spiaggia doveva essere Gesù. "E' Gesù" ho detto agli altri, e sono saltato fuori dalla barca e mi sono precipitato a riva. E lì c'era Gesù con il fuoco che andava e il pesce che si stava già abbrustolendo. Aveva un gran barbecue, pronto per la colazione!

Elisabetta:  Ooooh,e cosa ha fatto allora?

Pietro:  Uhm.. Ecco niente altro … ehm … Non penso sia molto interessante.

Elisabetta:  Pietro! Vai avanti, cosa è successo?

Pietro:  Non ho tanta voglia di parlarne. E' imbarazzante.

Elisabetta:  PIETRO - COSA - E' - SUCCESSO?

Pietro: Ok, ok... ti ricordi quando ti raccontavo di quella notte che lo tradii, quando dissi di non averlo mai conosciuto? Ricordi?

Elisabetta:  Sì, e allora?

Pietro: Bene, quello che non ti ho detto è che mentre lo rinnegavo per l'ultima volta lui stava attraversando il cortile dalla parte opposta, per entrare in un altro edificio.. comunque.. mi ha guardato dritto negli occhi, e io sapevo che lui sapeva quello che io avevo detto. E io sapevo che lui sapeva che io sapevo che lui sapeva quello che avevo detto. E' stato quando sono crollato e sono corso fuori.

Elisabetta: Beh, è stato settimane fa, Pietro, sono sicura che ormai non importa più!

Pietro:  Ma certo che importa! Come può fidarsi ancora di me? Per niente, ecco cosa pensavo. Ma oggi è successa una cosa strana.

Elisabetta: Cosa?

Peter:  Bene, dopo colazione mi ha detto, "Pietro, mi ami tu più di costoro?". E io ho risposto. "Non essere sciocco, Signore! Certo che ti amo". Allora lui ha detto ancora, "Pietro, mi ami?" "Sì Signore, certo che ti amo". Allora Lui ha detto per la terza volta, "Pietro, davvero tu mi ami?". E io ero davvero ferito che me lo chiedesse per la terza volta, così ho detto: "Guarda Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo". E a quel punto mi dice, "Seguimi!" esattamente come mi aveva detto la prima volta che ci incontrammo. Allora ho capito, vedi? L'ho rinnegato 3 volte. E lui mi ha semplicemente fatto dire quanto lo amo per 3 volte. Mi ha perdonato e sistemato le cose un'altra volta, vedi? Tutto è di nuovo a posto. Questo è quello che Gesù fa, vedi: non lascia le cose in disordine, le sistema sempre!

Elisabetta:  Oh, tutto questo richiede grandi festeggiamenti! Ti va una tazza d'amore?


Fine

Note


Ho visto questa scenetta stamattina, durante una celebrazione domenicale molto variopinta, in una chiesa metodista. L'ho trovata simpatica (recitata da una coppia di americani stile sit-com vi assicuro che fa il suo effetto!) mi sono fatto dare una copia e ve la riporto tradotta. Magari può essere d'aiuto per una riflessione (sul passo in sé - Giovanni 21,1-19 - o sul modo alternativo che hanno qui di impostare le celebrazioni) o per qualcuno che fa gruppo scout/giovanissimi/ACR. Se volete la fonte originale, la trovate qui...cmq sono stato abbastanza fedele :)


Ah, per la cronaca...nella stessa celebrazione: un duo per pianoforte e flauto di W.A. Mozart (di scarsa qualità esecutiva devo dire, ma un bel tentativo), una filastrocca con gesti recitata e mimata dai bambini del catechismo (o qualcosa di analogo), un duo per pianoforte e campane intonate (campanelli stile quelli dei chierichetti, ma disposti su un tavolo e suonati ad hoc per avere una melodia). Il tutto intervallava letture della bibbia, preghiere collettive, predica del pastore di turno, canti dell'assemblea e del Campus Choir (Enjoy the Music, have fun!).

Enjoy the Music, have fun!

Ebbene sì, mi sono infiltrato tra i baritoni del coro del campus. Un decina di giorni fa ho mandato email praticamente a mezzo dipartimento di musica, chiedendo informazioni sulle attività e se potevo partecipare a qualcosa. Tra le varie proposte, quella di unirmi subito al coro del campus, un paio di prove e poi subito in concerto sabato e domenica (ieri e oggi!). Ok! No problem, ho una discreta lettura a prima vista e una certa esperienza corale.. posso farcela.

Così ho conosciuto la direttrice del coro (sulla 50ina, molto simpatica e preparata) che mi ha accolto subito con entusiasmo, e gli altri coristi, circa cinquanta elementi. Sono molto curioso di vedere come fanno prove qui e non c'è modo migliore che farlo da dentro.

Alla prima prova ho realizzato subito che il gruppo era affiatato e cantavano tutti molto volentieri e convinti. La direttrice aveva le idee musicali molto chiare e un gesto preciso. Però il suono non era molto fuso, l'intonazione a volte precaria. A volte dalla mia sezione sentivo nuvole sonore senza riuscire a percepire una nota chiara. Aiutoooo! Certo.. i brani erano un po' impegnativi, ma ciò non dovrebbe giustificare un'esecuzione traballante. E a prove ogni tanto restavo allibito: dopo esecuzioni da pelle d'oca (e non in positivo) dove c'erano sezioni terribilmente calanti, note svizzere, problemi di assieme... la direttrice tirava fuori l'ottimismo positivo che solo gli americani possono avere: "Bravi ragazzi, mi piace, state facendo un ottimo lavoro, non era male, funzionerà, gran bel suono, attenti solo bassi a non calare..la ripetiamo, bene!". Alla faccia! Ok il positivismo, ma se una cosa non funziona.. non funziona!

Il senso di tutto questo l'ho capito dopo un po'. Questo è il Campus Choir: tutti possono partecipare, nessuna audizione, nessuna particolare dote richiesta, solo voglia di cantare. Si canta, ci si butta nella mischia, ci si diverte, si cerca di fare buona musica al meglio, ma senza avere pretese di esecuzioni perfette da sala di incisione. L'obiettivo? Ce l'ha ripetuto un sacco di volte alle generali e al conerto: "Enjoy the Music, have fun!", ovvero "Gioite con la musica, divertitevi!".

Ancora prove la mattina del concerto, poi prova generale al pomeriggio, poi sabato sera.. in scena! C'eravamo noi, un coro "anta" e il coro Gospel del campus. Ognuno ha fatto le sue esecuzioni e poi i brani finali assieme (provati per la prima volta alla generale del pomeriggio!). Il tutto accompagnato da band pianoforte-basso-batteria.

Ed effettivamente è stato un bel concerto! L'adrenalina fa miracoli e alcune cose si sono risolte solo per grazia divina! Sinceramente su alcuni punti non so ancora che note abbiamo cantato (anzi probabilmente ciascuno dei baritoni cantava una nota diversa e non scritta in partitura!)... ma non importa: è il campus choir, l'obiettivo è "Enjoy the Music, have fun!": e quando canti spiritual, con la band sotto che tira, la direttrice che dirige con la faccia spiritata alla Whoopi Goldberg in Sister Act, i coristi sorridenti, il pubblico che batte le mani.. che te frega se una nota è calante o meno?!? Sicuramente (e per fortuna) l'esecuzione di ieri sera non rimarrà nella storia, ma è stato divertente. E intanto tutti hanno provato l'ebrezza del canto corale, qualcuno magari ci ha preso gusto e proverà ad entrare nel coro + selezionato, sicuramente ci siamo divertiti e abbiamo regalato una serata di festa al pubblico. E inoltre, da non sottovalutare, ho cominciato a fare amicizia con i miei colleghi baritoni. (Sì, lo so, devo concentrarmi sulle soprano, lo so! Ma prima di tutto devo entrare nel branco ;)... il resto viene da sè!)

Stamattina (domenica) altro appuntamento: animazione della messa in una chiesa metodista. Abbiamo riciclato i brani del concerto, aggiunto un brano imparato la mattina, cantato assieme al coro del posto. La direttrice sempre sorridente, piena di complimenti per tutti, sempre positiva! Tutto molto moooolto easy! I like it! ("Mi piace")

Ora immagino che qualcuno di voi sarà stupito: "Com'è che Raffa, musicista preparato e rigoroso, è propenso a questo banale dilettantismo americano?". Buona osservazione. Vediamo di capirci.

DILETTANTISMO e PROFESSIONISMO in musica non sono come il diavolo e l'acqua santa. Sono entrambi ugualmente dignitosi e e ugualmente indispensabili nelle nostre città.

DILETTANTISMO è quando si fa musica principalmente per il piacere di farla (per "diletto" appunto, nel significato etimologico del termine, senza accezione negativa), certo, con un certa disciplina, ma essenzialmente funzionale al gusto di stare assieme, di assaporare belle melodie, belle canzoni, per una gratificazione nostra.

PROFESSIONISMO è quando, oltre a questa componente di diletto (e sottolineo: oltre a questa componente), vogliamo un'esecuzione impeccabile, fedele al pensiero del compositore, curata in tutti i dettagli, senza imprecisioni, con tutti i carismi e la prassi esecutiva che il brano in questione richiede.

La cosa importante è una sola: dichiarare subito dove ci collochiamo, se da una parte o dall'altra. Musicisti per diletto? Benissimo: divertiamoci, suoniamo, cantiamo, facciamolo con gusto e cerchiamo di tirar fuori momenti di buona musica, senza grosse pretese. Musicisti per professione? Benissimo: divertiamoci, e in + mettiamoci il rigore e l'arte che abbiamo studiato a fondo, per rendere il tutto ancora + gustoso.

Per come la vedo io, a sfasciare il tessuto musicale delle nostre città e a creare le solite faide sono:

- gruppi di dilettanti impreparati che si pongono come grandi maestri di filologia musicale: pretendono di fare con i propri ensemble repertori difficili e di essere riconosciuti come portatori di grande cultura; va a finire che 1) si scagliano contro (e rubano spazio a) i veri professionisti 2) visto che ormai si autoconsiderano professionisti, guardano con disprezzo gli altri innocenti gruppi di dilettanti;

- gruppi di professionisti che eseguono repertorio impegnativo anche in maniera impeccabile, ma non sono in grado di trasmettere NIENTE al pubblico, perchè, preoccupati del rigore musicale, si dimenticano di divertirsi e suonano con la faccia scura e truce; poi va a finire che 1) si scagliano contro i dilettanti (principalmente per invidia) 2) fingono disperatamente di divertirsi (mai visto seriose corali sacre finire un concerto con un uno spiritual? Aiutoooo!!!)

Per me non c'è cosa + bella di vedere un professionista mettersi a suonare con un gruppo di ragazzi in maniera spontanea e spensierata o vedere un dilettante che ci prende così gusto da iscriversi ad una scuola di musica per coltivare con arte la propria passione e diventare un professionista.

Alla fine della fiera, la cosa importante è essere consci dei propri obiettivi. E in ogni caso, che tu sia dilettante o professionista la chiave è la stessa: Enjoy the Music, have fun!!!

I want you!

Fa uno strano effetto quando ti trovi davanti una ragazza americana sui 21-22 anni, molto carina, bionda, occhi azzurri, visino angelico e fisico da cheerleader che ti guarda negli occhi e ti dice con decisione "I want you!" (trad. "Io voglio te!"). Wow!

Peccato che semplicemente stavamo formando le squadre per la partita a beach volley, lei e la sua amica erano le capitane che sceglievano i giocatori e io al match precedente avevo fatto varie giocate mirabolanti!

Vabbè, non importa.. vedremo di tenere la sostanza e cambiare solo il contesto ;)

venerdì 16 aprile 2010

Un manuale di psicologia

Sono ormai due settimane che sono qui (il tempo vola!) e ormai la mia sistemazione si è consolidata. Negli ultimi giorni ho riflettuto un po' sulle varie fasi del mio arrivo e sulle varie esigenze che ogni giorno mi trovavo a dover soddisfare. Eh sì, perchè quanfo arrivi in un posto nuovo non puoi dare per scontata nessuna delle sicurezze che avevi: una casa, il cibo , gli amici, un'occupazione.. tutto da conquistare da capo e ovviamente, non si può pretendere di avere tutto subito... una cosa alla volta!

Quindi ultimamente riflettevo: di cosa sono andato in cerca? e con che priorità? Quali erano i bisogni che via via diventava necessario soddisfare?

Mentre ero assorto in questa autopsicanalisi, dai meandri della mia memoria ha fatto capolino una lezione del corso di psicologia che avevo seguito qualche anno fa all'università. Era stato un corso molto interessante, tenuto da una brava prof (Marina, che saluto! assieme a Luca e al piccolo Lorenzo :) ) e qualche concetto mi è rimasto. Ricordo che ci spiegava di un tizio che aveva teorizzato che c'è una piramide di bisogni che ognuno di noi soddisfa gradualmente dal basso all'alto... uhm.. provo a cercare su internet... trovato!!! Abraham Maslow, psicologo statunitense del novecento.

Questo signore ha teorizzato una piramide di bisogni e ha affermato che l'essere umano inizia a soddisfare innanzitutto i bisogni alla base della piramide e passa al gradino successivo solo quando ha soddisfatto i bisogni del gradino precedente.



Leggo un po' i dettagli della piramide, faccio due conti... e scopro di essere un manuale di psicologia!!!

Infatti la prima cosa che avevo in mente appena arrivato era avere un posto per dormire e capire dove c'erano bar/ristoranti/mense per mangiare. Quindi, sistemate queste cose, e assicuratomi di avere una casa e un posto di lavoro, sono andato in cerca di una "famiglia", di amici con cui entrare in relazione. Infine, verso la vetta della piramide, ho sentito il bisogno di attivare il cervello, di concentrarmi sul lavoro con energia e creatività, di andare a sentire qualche concerto, alla ricerca dell'arte e del bello (Maslow si è dimenticato di mettere la "ricerca del bello" all'apice della piramide.. vabbè.. cmq su questo ci torniamo in un altro post).

Però...quadra! Ok ok... non è tutto così elementare: appena sceso dall'aereo mi è venuto a prendere il mio capo, che mi ha sempre dato sostegno; ho sempre saputo che avrei avuto un tetto e un lavoro; ho ascoltato la mia musica preferita in cuffia dal primo giorno che ero qui. Quindi è tutto mescolato.

D'altro canto, noi uomini non siamo fatti a compartimenti stagni: queste suddivisioni che incasellano per bene i concetti lasciano un po' il tempo che trovano... sono essenzialmente utili a filosofi e psicologi per scrivere libri e agli ingegneri per semplificarsi la vita... poi sappiamo che (per fortuna) la realtà della vita è molto più complessa, varia e affascinante.

Resta il fatto che Maslow ha probabilmente colto una scala di priorità che è istintivamente (o inconsciamente) insita nell'essere umano e ci ha dato un buono spunto per riflettere.

Alla fine non importa se Maslow ha ragione o torto, se io mi sono comportato in maniera standard o meno. Quello che importa è cercare di essere consapevoli delle nostre azioni: chiederci cosa ci spinge a comportarci in un modo piuttosto che in un'altro, quali necessità stiamo cercando di soddisfare... in una parola: "perchè?". Farsi queste domande non ci rende + sicuro il cammino. Ma ci rende + consapevoli di noi stessi.




PS In bocca al lupo ai GiovaniGes per il concerto di stasera!!! Spaccate tutto!!!

mercoledì 14 aprile 2010

Si comincia!

Ebbene sì, dopo ben due settimane di preliminari, a studiare articoli in inglese, stampare dispense, partorire e scartare idee, pensare ad esempi e controesempi, confrontarsi col capo, riempire a e cancellare lavagne di scarabocchi, disegni e formule (che figata che è avere una lavagna tutta miaaaa, mi diverto un mondo!!!)...

...ebbene...

...oggi ho iniziato a scrivere codice al PC!!!

Ci ho messo metà mattina e tutto il pomeriggio, ma alla fine sono riuscito a scrivere un programma in Prolog di ben 27 righe (!) che fa esattamente quello che deve fare (e credetemi, non è così scontato... mediamente le giornate a scrivere software passano così!).

Quindi per ora Raffa 1 - PC 0.
Siamo solo al primo minuto, ma la squadra c'è!

PS E cmq, qui me la cavo sicuramente meglio che a calcetto vero...

Les Voix Boréales

Avete mai sentito un concerto di un coro femminile canadese di 50 elementi? No?!? Beh... neanch'io! Ma c'è una differenza: voi potete andare a sentirlo, io no! Sì sì, avete letto bene, non ho invertito i soggetti!

Questo venerdì, 16 aprile, il coro canadese Les Voix Boréals fa tappa a Schio (Vicenza) nel corso dell'attuale tournée europea (date precedenti a Roma, Firenze, La Spezia...). Saranno ospiti del coro GiovaniGes (che da un paio d'anni ho l'onore di codirigere assieme alla splendida maestra Stefania), nell'ambito della rassegna-gemellaggio "Scambiamoci le voci".

Quindi tutti gli amici della zona Schio-Thiene-Vicenza sono invitati allo spettacolo: Venerdì 16, ore 20.30, Teatro Pasubio, Schio (VI). L'ingresso è libero, la buona musica (italiana e internazionale) è garantita.



martedì 13 aprile 2010

Jesus Christ Superstar

Stasera al palazzetto sportivo dell'università (palazzetto.. 13.000 posti a sedere!!! utilizzato per il campionato di pallacanestro e pallavolo, nonché per concerti rock...) c'era una data del tour americano di Jesus Christ Superstar, uno dei migliori musical mai scritti dal grande Andrew Lloyd Webber (per intenderci, lo stesso di Cats, Evita, Il fantasma dell'opera... ma su Webber ci torniamo + avanti).

Nel cast era previsto come attore principale nientepopodimenoche.. Ted Neeley, ovvero l'attore che ha interpretato Gesù nella versione cinematografica (sì sì, proprio lui!). Potevo perdermi lo spettacolo? Ovvio che no!

So già che qualcuno ora starà pensando: "Raffa, ma non eri andato in New Mexico per lavorare?!?". Certo. Ma, giusto per rispendere in tema, qualcun altro (sicuramente + autorevole) ha anche detto "Non di solo pane vive l'uomo" ;) ... ma questo è un discorso a parte, magari in uno dei prossimi post.

Ad ogni modo, vado allo spettacolo e devo dire, sono rimasto soddisfatto:

-la band era essenziale ma di qualità: bassista, batterista, pianista-direttore, tastierista, chitarrista; ottimi musicisti che sapevano darci dentro;

-bene le scene, luci e custumi: la scena si sviluppava su tre livelli, con diverse possibilità di entrata uscita, tutte gestite molto bene, con buoni effetti di luci, teli vari sfruttati con fantasia, fumo al momento opportuno;

-un encomio al coro-folla: movimenti perfettamente sincronizzati, tutti sapevano esattamente cosa fare, la folla si muoveva compatta nel complesso ma ciascuno singolarmente riusciva ed essere espressivo e autonomo nei gesti e nel volto; le pose erano morbide e molto plastiche, gli interventi corali intonati ed energici.

-bene il cast: cantanti giovani (tutti sulla trentina) e ben preparati, sia vocalmente che scenicamente. Ottimo controllo della tecnica vocale e ottima capacità di uscire dallo spartito per interpretare il personaggio e renderlo vero. Giuda tenore drammatico dalle corde d'acciaio, molto rock. Caifa basso tenebroso, possente e inquietante. La Maddalena voce suadente ed espressiva. Erode buffo e scanzonato.

-Ted Neeley(Jesus): lui merita un discorso a parte. Si vedeva che era il veterano del gruppo. Estremamente comunicativo ed espressivo, era perfettamente nel ruolo, un Gesù dal grande carisma, forse un po' troppo ieratico, quasi mistico. Però, un po' in difficoltà con la voce: molto roca, acuti possenti fatti di gola, falsetti intonati ma molto molto leggeri. Però, facciamo due conti..ai tempi della realizzazione cinematografica (1973) aveva esattamente 30 anni, ora ne ha 67.. fate un po' voi!!! Le corde vocali non sono + quelle di una volta! E cmq, da buon artista com'è ha sapientemente cercato di interpretare un Gesù + carismatico e mistico in modo che queste caratterisiche vocali potessere essere credibili. E nel complesso la cosa funzionava (anche se era evidente che i suoi colleghi erano tecnicamente + preparati di lui...)

Quindi di questa sera ricorderò con piacere la band, lo splendido coro e i talentuosi cantanti coprotagonsti. Ted Neeley preferisco ricordarlo energico come in questo video, scena del Getsemani:



E per non chiudere proprio su un video denso di angoscia, vi lascio con un brano morbido e dolce (anche se ugualmente pieno di paure e domande): il canto di Maria Maddalena. Buon ascolto.

domenica 11 aprile 2010

Un'altra domenica americana

Un'altra domenica americana... eh sì, il tempo scorre veloce.. sono già 10 giorni che sono qui; ho come l'impressione che questi mesi passeranno in un lampo, fra un attimo dovrò fare le valigie e prendere l'aereo per il ritorno :) beh... vediamo semplicemente di fare in modo che questi mesi siano fruttuosi da + punti di vista possibile!!!

Anyway, stamattina sono stato alla solita chiesetta presbiteriana, ritrovato le stesse persone, (anche qualche faccia nuova), lo stesso prete dal sermone molto carismatico, lo stesso clima cordiale..

Un tipo che avevo conosciuto domenica scorsa mi si avvicina e mi dice che si trovano alle 3 del pomeriggio per una partita a calcio (non football, proprio calcio, "soccer"), se voglio unirmi.. of course!!! non ho impegni per la domenica pomeriggio :)

Giusto il tempo di andare al supermercato a fare due compere, tornare a casa, sistemare la cucina, cucinarmi qualcosa, mettermi in tenuta sportiva, telefonare alla mamma, chattare con due amici, scrivere rapido sul blog e poi ...partita!

In effetti sono curioso di vedere come giocano a calcio gli americani, loro che son cresciuti a football, baseball e basketball.. ma a quanto ho capito si tratta di una partitella domenicale molto sciolta.

Recupero le scarpe da ginnastica e vado... se non mi vedete scrivere per un po' vuol dire che gli americani non hanno ancora chiara la differenza tra football e soccer e che sono stato vittima di un placcaggio da super bowl! :)

sabato 10 aprile 2010

Viva gli sposi!!!

Oggi il pensiero vola rapido oltreoceano, vicino a due amici speciali: Elisa e Fulvio, che oggi si sposano!

Avrei voluto essere presente anch'io, suonare alla cerimonia, fare festa con loro.. è andata diversamente, ma mi sento ugualmente vicino. Li conosco da tempo: assieme a loro ho condiviso momenti di festa, di preoccupazione, campiscuola, serate in allegria, vacanze al mare ... :)

Oggi per loro inizia un viaggio speciale: una nuova famiglia, nuovi progetti, nuove sfide, nuove conquiste. Le famiglie e gli amici li accompagnano in questo momento, e tutto il creato risuona e gioisce con loro.

E' bello vedere che ci sono persone capaci di incontrarsi, di riconoscersi, di affidarsi l'una all'altra e buttarsi con serenità e un pizzico di follia in una nuova vita assieme. Vedere questo mi riempie il cuore di gioia e mi fa credere in un mondo migliore.

Quindi un augurio di cuore e un abbraccio forte a Elisa e Fulvio: che questo nuovo cammino possa portarvi tutta la gioia che desiderate!

venerdì 9 aprile 2010

Connessione Internet

Finalmente ho la connessione internet in appartamento!!! Prima parte della mattinata spesa per il setup... ora funziona, non mi sembra particolarmente veloce, ma è + che sufficiente. Questo vuol dire che posso navigare, controllare le mail, chattare, postare sul blog tranquillamente anche da casa, senza doverlo fare esclusivamente dall'ufficio! Benon!

Ora però è meglio che vada, perchè son già le 10.00 e sono ancora a casa!!!

Ciaooooooo

mercoledì 7 aprile 2010

The Denver Brass

Ieri sera all'auditorium del campus (a 200 metri da dove ho l'ufficio!) c'era l'ensemble di ottoni di Denver (The Denver Brass appunto) in concerto... potevo non andare? Ovvio che no!!! Se non sento una band di ottoni qui in America, patria del jazz e delle big band, dove la sento?!?

Ah, giusto per non dare niente per scontato... gli ottoni sono quella famiglia di strumenti a fiato che comprende trombe, tromboni, corni, tube, flicorni...(vedi figura sotto). Sono generalmente costruiti in ottone (ma va?), si caratterizzano per l'imboccatura a bocchino e permettono di differenziare le note cambiando la frequenza di vibrazione delle labbra e cambiando le posizioni dei pistoni (ovvero i tre pulsanti della tromba, per esempio) o della coulisse (ovvero l'asta allungabile del trombone).



Anyway, vado al concerto, pensando di trovare una Brass Band scoppiettante, repertorio jazz alla Duke Ellington, con direttore scatenato che dirige ballando la breakdance. E invece no.

Niente supporto ritmico (no basso, no batteria, no piano o chitarra), solo ottoni (4 trombe, 2 corni, 2 tube, 3 tromboni) e due percussionisti (prevalentemente ai timpani, vibrafoni-xilofoni-glockenspiel, campane tubolari, piatti...).

Ma l'ensemble era fantastico così: suono molto caldo, pastoso e avvolgente, i diversi timbri ben equilibrati e intonati (e con gli ottoni non è per niente facile), brani morbidi con molta cura del fraseggio, della cantabilità e dell'espressione, un direttore molto attento con un gesto armonioso che sembrava dirigesse un coro! Bravi. E chiaramente, dopo una prima parte del concerto in cui han dato il meglio nella fusione e nella cantabilità (cimentandosi anche con un arrangiamento ben riuscito del "Nessun Dorma" di Puccini), si sono lanciati sul jazz e han tirato fuori energia, ritmo, improvvisazione... tutto quello che uno si aspetta da una Brass Band. Bene bene. Niente male per essere il primo concerto che ascolto qui!

Ovviamente a fine concerto ho preso un loro CD e vi lascio una traccia: un Medley dall'opera Porgy and Bess di Gershwin (per intenderci, quella che contiene Summertime). L'inizio è molto lento e cantabile.. abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo per sentire un po' di sano jazz groove.

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Mentre ascoltate fate caso a come i diversi timbri vengano alternativamente valorizzati (la brillantezza delle trombe con tutti i possibili effetti, la cantabilità dei corni, la sinuosità grave dei tromboni...) e come il tutto riesca in vari momenti a fondersi con molto equilibrio e gusto. Buon ascolto.

martedì 6 aprile 2010

Metapost

Ci sono vari amici che rispondono ai miei post scrivendomi via mail.. Grazie a tutti, siete splendidi!

Però... non abbiate paura di commentare direttamente sul blog, non è difficile! Per commentare è sufficiente:

1- cliccare sul titolo del post (in alto) o sul link "n commenti" in basso a fine post;
2- scrivere qualcosa nella spazio bianco;
3- selezionare un profilo dal menù a tendina: se non avete un account potete
- scegliere "Nome/URL" e specificare il nome (reale o fittizio) oppure
- scegliere "Anonimo";
4- cliccare il pulsante "Posta commento".

Semplice no? Provare per credere :)

lunedì 5 aprile 2010

Una Pasqua alternativa.

Eh già: è stata davvero una Pasqua diversa dal solito.
Sveglia ore 6.40 (non è masochismo.. per ora il mio organismo funziona così) alle 8.00 ero in chiesa per la prima celebrazione, che è stata molto piacevole.

Mi hanno colpito varie cose, ma per ora ve ne racconto solo una: c'erano tre persone che col microfono guidavano l'assemblea nel canto. Ebbene, questi cantori mentre cantavano... SORRIDEVANO. Con un sorriso stampato da un orecchio all'altro (sincero, non costruito) per tutta la durata di tutti i canti. Vi sembra scontato? No! Troppo spesso (nelle nostre chiese, ma anche nelle sale da concerto) vedo cori interi che cantano con una faccia triste, seriosa, che verrebbe da prenderli a sberle!!! E chi ha cantato con me sa quanto stresso l'anima sul fatto di sorridere mentre si canta! Voglio dire.. a parte rare occasioni (che so, messa del venerdì santo, requiem di Mozart...) chi canta è un messaggero di serenità e gioia: riusciamo almeno ad abbozzare un sorriso o è chiedere troppo?!? Lo stato interiore del cantore è più rilassato e positivo, la qualità tecnica del suono migliora, hai una forte presa sul pubblico perchè con lo sguardo innesti un canale non verbale potentissimo (e si sa che la comunicazione non verbale, specialmente quella degli occhi, può essere + comunicativa di tutto il resto).. insomma provare per credere! Vi assicuro che ascoltare qualcuno che canta sorridendo è tutta un'altra cosa!

Comunque, finita la prima celebrazione, colazione-buffet collettiva dalle 9 alle 10: in quel mentre ho conosciuto un po' di gente e scambiato varie idee sul lavoro, l'università, la chiesa, la religione, la vita (aiutoooo! il mio vocabolario personale non è ancora in grado di affrontare questi argomenti!!!) e poi alle 10 celebrazione principale con altra band, altri canti, altro sermone superlanciato... è durata un'ora e mezza ma non è stata pesante.

Pranzato in rapidità, da solo, poi un salto in ufficio a fare telefonate di auguri e a rispondere a qualche mail (non ho ancora la connessione a casa!). Poi tornato a casa che alle 16 mi venivano a prendere: ero invitato a cena da una famiglia del posto.

Avevo preso al supermercato un paio di bottiglie di vino italiano (un Chianti e un Pinot Grigio friulano.. mi spiace ma non ho trovato vini veneti!) e la cosa è stata molto gradita (qui hanno una sorta di venerazione per i prodotti italiani!). A cena c'erano praticamente 4 famiglie: 4 coppie di adulti e 7 ragazzini (mannaggia... niente americane 25enni...vabbè... andrà meglio al prossimo invito!). Tutti molti accoglienti, cordiali e divertenti, con delle facce che sembravano uscite da una pellicola holywoodiana: il nonno era la fotocopia di Klint Eastwood e quando mi raccontava qualcosa iniziava in modo grave con "When I was your age..." (ndR "Quando io avevo la tua età"); un altro era in T-shirt da baseball e baffetti alla Magnum P.I.; la padrona di casa aveva una faccia simpaticissima e faceva una battuta dietro l'altra che sembrava la protagonista di una sit-com (in alcuni momenti mi immaginavo il pubblico che rideva in sottofondo!). Anyway, mangiato bene, chiacchierato abbondantemente (capito meno della metà di quello che dicevano quando parlavano tra loro, ma non importa!), saluti e arrivederci di rito... e per la cronaca, sono stati così gentili da darmi un piatto col cibo avanzato pronto da scaldare.. ho cercato gentilmente di rifiutare ma la padrona (quella della sit-com) mi ha guardato ironicamente seria e mi ha detto "You must take it: we care about our post-doctoral student!" (ndR "Devi prenderlo: noi ci prendiamo cura dei nostri studenti post-doc!").. beh.. come puoi rifiutare?

Alle 20.30 ero a casa, alle 21.00 ero già a letto e la luce spenta.

Il giorno di pasquetta qui non lo festeggiano, quindi giornata lavorativa normale, campus operativo, ho studiato, programmato, chattato, aggiornato il blog :)

Adesso stacco e vado a fare un po' di spesa (suppellettili e detergenti vari) e poi a casa... per stasera ho già la cena pronta :)

sabato 3 aprile 2010

Buona Pasqua!

Un caloroso augurio di Buona Pasqua!!!

Spero che per tutti voi sia una Pasqua di gioia piena e serenità vera, e che possiate essere vicini alle persone che più vi stanno a cuore... e non intendo vicinanza fisica: negli ultimi giorni abbiamo dimostrato empiricamente che le distanze non contano! ;)

E vi faccio gli auguri con una canzone che ho sentito per la prima volta tre anni fa, quaresima 2007: ero andato con un'amica ad una scuola di preghiera (ero andato... diciamo che mi ci aveva trascinato :)... grazie Marty!). Al canto conclusivo sono rimasto sconvolto: immaginatevi una suora piccolina che prende la chitarra classica e inizia a ricamarci sopra un ritmo funky da paura! Wow! E' stato amore a primo udito: reperito mp3, testo, accordi, e imparata subito, con gran soddisfazione di tutti i coristi :)

Che dire, il pezzo è un davvero forte: ritmo travolgente, un basso che sostiene e si muove bene, chitarra spensierata, violini d'atmosfera, rap molto stile "yeah yeah brother" per un testo bello denso, ritornello che ti entra dritto in testa, finale col coro in controcanto... fenomenale! Alla faccia dei puristi-solo-canto-gregoriano-a-messa!

venerdì 2 aprile 2010

Ho una Casa

Obiettivo di ieri: sistemarsi nell'appartamento definitivo, dato che nei primi due giorni ero provvisoriamente in un motel.

Dopo una giornata in ufficio (prevalentemente a studiare e a leggere un articolo), sono andato all'appartamento con Karen, gentilissima e superefficiente segretaria del dipartimento che aveva preso i contatti e avviato la procedura per la mia sistemazione. Li' ho firmato il contratto e sono entrato.

Wow, che grande! Cucina-soggiorno spazioso con tavolino sedie e divani; camera grande con letto una piazza e mezzo / matrimoniale (non ho ben capito), comodino, como', armadio a muro; bagno standard.

Bene, approved! Unico inconveniente: vuoto. No piatti, no pentole, no tenda per la doccia, no asciugamani, no lenzuola, no coperte, no cuscini...
Ok, no panic. Sono le 18.00, nuovo obiettivo: recuperare l'essenziale (almeno lenzuola e coperta...) per iniziare a riempire questo bell'appartamento vuoto.

In realta' era anche giovedi' santo e volevo riuscire ad andare a qualche messa in serata. Mi viene in mente che tra l'appartamento e il campus avevo addocchiato una chiesetta e poco distante un supermercato: ok, prendo la bici e mi avvio, qualcosa avrei trovato.

Arrivo nei pressi della chiesa, vedo movimento di macchine, qualcuno che entra. Il supermercato e' poco + in la'. Penso: "ok, entro in chiesa, chiedo gli orari delle funzioni, mi regolo e vado a fare la spesa".

Entro dalla porta principale che pero' non da' nella chiesa, bensì un in salone, dove ci sono vari tavoli preparati per la cena e gente seduta che chiacchiera. "Uff, sono incappato in una cena parrocchiale (tipo le nostre serata Polenta-E-Baccalà in parrocchia).. vediamo di reperire orari delle messe e defilarci al più presto!!!". Individuo due signore dalla faccia amichevole che parlano tra loro, mi avvicino e chiedo quando c'è messa. La signora mi sorride e mi risponde molto gentilmente "La messa è alle 10 alla domenica. Ma di dove sei? Italia? Quando sei arrivato? Come mai da queste parti? Qui fra un po' c'è una cena comunitaria molto frugale, poi leggiamo le letture del giovedì santo, dai, fermati!" Nel giro di due minuti mi aveva presentato ad alcuni amici, al prete, a suo marito e ai suoi quattro figli e mi sono ritrovato seduto a tavolo con loro! Nei successivi 5 minuti avevo racimolato un invito per giocare a calcio le domeniche, per partecipare ad un gruppo di preghiera il venerdì mattina, e ben due inviti per il pranzo di Pasqua! Wow!!! Non mi capacitavo della cosa!

Improvvisamente il bisogno di andare al supermercato era svanito, lì stavo bene. Non li conoscevo, non sapevo di preciso a che ramo religioso appartenessero (Chiesa Presbiteriana.. boh, mi informerò) e se fossero in conflitto con qualche dettame teologico della chiesa cattolica... ma vedevo chiaramente che era gente cordiale, che si voleva bene, che amava il prossimo, che aveva piacere di stare assieme, di ricordare Qualcuno che 2000 anni fa ha cambiato il mondo e di affidarGli le proprie preghiere. E questo mi bastava.

Dopo la cena frugale, le letture attorno alla tavola e le preghiere spontanee dette in chiesa, ho salutato i nuovi amici con un arrivederci alla funzione del venerdì santo e alla messa di Pasqua e sono tornato in appartamento, erano più o meno le 21.30.

Per la notte... pigiama+felpa+tuta sono più che sufficienti!!!

La cosa importante è che adesso ho una Casa.