Qui in America, come in Italia, come penso in buona parte del mondo, oggi è la festa della mamma. Io personalmente non amo molto queste feste: voglio dire, se sono l'unico momento in cui abbiamo a cuore le mamme.. beh, meglio non festeggiare neanche. E sinceramente non sono uno di quelli che scrive puntualmente i bigliettini con la frasetta dolce per la festa della mamma o del papà: oggi è stato semplicemente un giorno come tutti gli altri, sereno, ho sentito la mamma, fatto gli auguri, chiacchierato con lei e col papà, sentito i reciproci aggiornamenti e punto :)
Però queste festività mi spingono a riflettere: e in questa occasione mi viene in mente quello che un parroco disse in predica molti anni fa nella chiesa del mio paesello. Le sue parole mi hanno colpito e le ricordo ancora testualmente: "Tutte le mamme hanno già un posto prenotato in Paradiso. Perchè mettere al mondo un figlio ai tempi d'oggi, con tutte le insicurezze e le insidie che ci circondano, è un atto immenso di fede, speranza e amore".
Cavoli se ha ragione!!! Io ancora non posso rendermene conto a pieno (perchè ho ancora solo la prospettiva del figlio, non del genitore), ma penso che avere un figlio, crescerlo, cercare di dargli tutto quello di cui ha bisogno, affetto, educazione, istruzione, sogni... sia davvero una grande impresa, per ogni mamma e per ogni papà. E che sia una sfida che richiede un ottimismo, una fiducia nel mondo (o fede in Dio), e un affiatamento di coppia, davvero forti.
Anche se credo che la parte più difficile per un genitore non è crescere un figlio; è lasciarlo andare una volta che è cresciuto. Arriva un momento, quando un figlio diventa grande e autonomo, in cui i genitori si rendono conto che lui ha una sua strada da percorrere che potrebbe anche portarlo lontano. Questo penso sia il momento + critico nella vita di un genitore: tutte le energie spese per crescerlo bene... e poi in un attimo, per lavoro, per studio, per amore, per i 1000 casi della vita.. potrebbe allontanarsi e tornare chissà quando.
Conosco alcuni amici che sono andati all'estero per poco più di un mese e si sono visti la mamma urlare dall'angoscia, altri hanno visto scene di pianto dei genitori in webcam, altri han dovuto tassativamente fare telefonate di almeno mezz'ora-un'ora al giorno, pena crisi di panico familiare (con conseguente innesco di sensi di colpa devastanti)... già... decisamente non dev'essere facile crescere un figlio con tanto amore e poi vedere che si allontana.
Decisamente devo dire di essere stato fortunato: quando ho riferito a casa della possibilità di venire in New Mexico, la prima risposta della mamma è stata "Beh, non vorrai mica non andare, vero?"; papà idem. Non lo so, forse la cosa li ha messi comunque in difficoltà e sono stati molto bravi a non darmelo a vedere... comunque l'ho apprezzato molto.. grazie!
E mi viene in mente un passo di Khalil Gibran, riguardo la figura dei genitori:
Voi siete gli archi e i vostri figli sono frecce vive scoccate lontano.
L'Arciere vede il bersaglio sulla strada dell'infinito, ed Egli con forza vi tende affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Piegatevi nelle mani dell'Arciere con gioia:
Poiché come Egli ama la freccia che vola, così Egli ama l'equilibrio dell'arco.
Non lo so... io non ho risposte da dare o grandi analisi da fare su queste complesse dinamiche psicologiche... semplicemente mi affiorano alla mente tanti ricordi e pensieri e cerco di dar loro un filo logico.
Quindi oggi il mio augurio va a tutte le mamme (presenti e future), perchè con la loro forza sono quelle che continuano a dare speranza a questo mondo. Ma in particolare, vorrei mandare un abbraccio di cuore a tutte quelle mamme che fanno fatica a lasciar andare i propri figli: con l'augurio che riescano a superare questi momenti e imparino a scagliare con serenità le loro frecce.
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Se conosci delle mamme che fanno fatica a lasciar a ndare i loro figli, presto loro i miei per un po'. Vedrai che capiranno...
RispondiEliminaPerò... i pargoli sono passati dalla sinfonia della Carmen ai pezzi degli AC/DC? Bel salto!
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